Le cosiddette zone rosse compiono 700 giorni, mentre in Consiglio comunale si riaccende il confronto sui risultati ottenuti e sulla possibile proroga delle ordinanze. A sollevare il tema è stato Detjon Begaj, consigliere di Coalizione civica, che ha chiesto alla Prefettura di rendere pubblici i dati completi sui controlli e sugli allontanamenti eseguiti.
Il provvedimento è entrato in vigore l’8 ottobre 2024, quando l’allora prefetto Attilio Visconti lo adottò dopo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale aveva partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La decisione era arrivata dopo alcuni episodi di sangue nella zona della stazione, tra cui l’uccisione di un ragazzo di 26 anni.
Le aree interessate
Le ordinanze consentono alle forze dell’ordine di allontanare persone già denunciate per spaccio, danneggiamento o reati contro la persona commessi negli stessi luoghi, qualora assumano comportamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti. Le aree interessate comprendono la scalinata del Pincio, l’autostazione, piazza XX Settembre, la galleria 2 Agosto, via Boldrini, via Gramsci, via Amendola e piazza Medaglie d’oro.
Le misure riguardano anche la Bolognina, nell’area compresa tra via de’ Carracci, via Fioravanti, via Matteotti, via Ferrarese, via Bolognesi, via dell’Arca e le corti degli immobili Acer. Secondo Begaj, un intervento nato come contingibile e urgente è diventato di fatto permanente, senza che sia disponibile un quadro aggiornato e completo sulla sua efficacia.
La richiesta di dati
Il consigliere ha ricordato che, nella fase iniziale, la Prefettura aveva diffuso i numeri dei controlli e degli allontanamenti: 17.000 controlli e 156 ordini di allontanamento, pari allo 0,9 per cento. In seguito, sostiene Begaj, sarebbero rimasti disponibili i dati sui controlli, mentre non sarebbero più stati pubblicati quelli relativi agli allontanamenti.
Nei primi cinque mesi del 2026, riferisce il consigliere, sono state controllate oltre 18.000 persone. Considerando anche le operazioni ad alto impatto, quantificate in tre alla settimana, Begaj parla di controlli di massa e chiede di conoscere il numero complessivo delle persone controllate, degli ordini emessi e di quelli effettivamente eseguiti, oltre a quante persone siano state allontanate più volte.
La richiesta di accesso civico presentata per ottenere queste informazioni, aggiunge, si sarebbe conclusa con un diniego. Nel frattempo il Comune ha collaborato con le autorità, prendendo in affitto e ristrutturando i locali di via di Vincenzo, messi gratuitamente a disposizione della Polizia di Stato. L’amministrazione ha inoltre chiesto alla Prefettura un comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza dedicato alla situazione della Bolognina.
Nel suo intervento, Begaj ha evidenziato quella che definisce una contraddizione tra le diverse valutazioni sulla situazione. Da una parte la Prefettura sostiene che nelle zone rosse i reati siano diminuiti di oltre il 30 per cento e il ministro Piantedosi ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto; dall’altra, esponenti della maggioranza di governo descrivono la Bolognina come un’area fortemente problematica e chiedono un approccio più duro.
Le ordinanze sono indicate in scadenza il 30 settembre. In vista di una possibile proroga, il consigliere chiede quindi un bilancio basato su dati verificabili. Pur riconoscendo l’esistenza di violenza, spaccio e consumo di sostanze, Begaj contesta una risposta fondata soltanto sulla repressione e propone di valutare anche prevenzione, cura, riduzione del danno e interventi sulle situazioni di marginalità.