Piemonte

Scuola, la FLC Cgil denuncia precariato e salari erosi

A Cuneo Gianna Fracassi critica le scelte istituzionali e richiama il valore democratico dell’istruzione

Precarietà, retribuzioni ridotte dall’inflazione e ruolo dell’istruzione sono stati i temi al centro del convegno organizzato a Cuneo dalla segreteria cittadina della FLC Cgil. All’incontro ha partecipato Gianna Fracassi, segretaria nazionale della federazione dei lavoratori della conoscenza della Cgil.

Nel corso del suo intervento, Fracassi ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che interessano il personale della scuola. Il fenomeno della precarietà, secondo quanto riferito durante l’incontro, coinvolge oltre 200mila insegnanti e rappresenta uno dei principali nodi del dibattito sul sistema scolastico.

Il nodo del precariato

La situazione si inserisce in un quadro segnato anche dall’erosione del potere d’acquisto dei salari dei docenti. L’inflazione, è stato sottolineato, incide sulle retribuzioni e contribuisce ad aggravare le condizioni di chi lavora nella scuola, in un contesto nel quale la precarietà resta una condizione diffusa e destinata, secondo la posizione espressa dalla FLC Cgil, ad aumentare.

All’iniziativa erano presenti Marisa De Simone, segretaria generale provinciale, Doriano Ficara, ex segretario e componente della segreteria, e Serena Morando, segretaria regionale. La presenza dei rappresentanti dell’organizzazione sindacale ha accompagnato il confronto sui problemi del settore e sulle prospettive del personale scolastico.

Il ruolo nella società

Nel suo intervento, Fracassi ha inoltre rivolto critiche alle istituzioni e ad alcune componenti della politica per il ruolo attribuito alla scuola. La segretaria nazionale ha difeso l’istruzione come presidio di democrazia e inclusione, sottolineandone la funzione che va oltre la sola attività didattica.

Il convegno ha quindi messo in relazione le condizioni di lavoro degli insegnanti con la funzione pubblica della scuola. Al centro del confronto sono rimasti il precariato, la tutela dei salari e il riconoscimento dell’istruzione come elemento costituzionale e parte essenziale della vita democratica.