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Como freme: giovedì inizia l’avventura in Champions

La squadra di Fabregas si prepara al debutto contro il Lipsia: la città diventerà il comune italiano più piccolo ad aver giocato nella massima competizione europea

Como freme: giovedì inizia l’avventura in Champions

Il Sinigaglia si prepara a vivere una notte destinata a entrare nella storia. Giovedì il Como farà il suo esordio in Champions League contro il Lipsia, portando sul palcoscenico più prestigioso d’Europa una realtà cittadina decisamente particolare. Con i suoi circa 85 mila abitanti, il capoluogo lariano diventerà infatti il comune italiano con meno residenti ad aver partecipato alla massima competizione europea tra le 16 squadre di Serie A che hanno avuto questo privilegio.

Il record assoluto, però, appartiene ancora all’Hoffenheim, frazione di Sinsheim, in Germania centrale, che nel 2018-19 entrò nella fase a gironi con circa 3.200 abitanti. Allora Julian Nagelsmann, appena 31enne, stabilì anche il primato di allenatore più giovane della competizione.

Nel torneo attuale, invece, la sede più piccola è Masazir, circa 20 mila abitanti in Azerbaigian, dove gioca il Sabah. E proprio il Como sarà protagonista anche di un’altra trasferta particolare: il 4 novembre andrà a Lens, città da circa 33 mila residenti.

Piccolo soltanto sulla carta

La dimensione del comune racconta però soltanto una parte della storia. Perché il Como che si affaccia alla Champions è tutto fuorché un progetto piccolo.

Il club ha affrontato il mercato con ambizioni importanti, investendo circa 165 milioni di euro. Una cifra nella quale rientrano anche operazioni di enorme peso come la conferma di Nico Paz e l’arrivo di Moise Kean, circa 100 milioni complessivi per due giocatori destinati ad avere un impatto significativo anche sul palcoscenico europeo.

Ma l’investimento più complicato non è stato necessariamente quello legato al mercato.

Il nuovo Sinigaglia

La vera sfida è stata adeguare il vecchio Sinigaglia agli standard richiesti dalla Uefa. Un’impresa non semplice, soprattutto considerando tempi e lungaggini che spesso accompagnano i lavori sugli impianti italiani.

Il presidente Miran Suwarso ha indicato in circa 64 milioni di euro il costo complessivo della ristrutturazione. In meno di tre mesi è stata realizzata una nuova curva, l’intervento più evidente ma anche quello indispensabile per rendere lo stadio compatibile con le esigenze della Champions.

Gli ispettori Uefa hanno dato il via libera. La capienza sarà leggermente inferiore rispetto ai 12 mila postidisponibili per le partite di Serie A, ma l’atmosfera non dovrebbe risentirne.

Anzi, il debutto europeo del Como promette di essere una notte particolarmente calda.

Un Como che può provarci

Il precedente dell’Hoffenheim insegna che arrivare in Champions non significa automaticamente essere pronti a superare il girone. Otto anni fa i tedeschi chiusero senza vittorie, con tre pareggi. Eppure Nagelsmann, l’anno successivo, avrebbe portato il Lipsia fino alla semifinale, persa contro il PSG.

Il Como di oggi, però, può guardare alla competizione con maggiore fiducia. La squadra di Cesc Fabregasnon arriva in Europa come una sconosciuta: l’allenatore è una figura conosciuta a livello internazionale già per la sua straordinaria carriera da calciatore e il suo calcio è facilmente riconoscibile.

Anche le prime giornate di campionato hanno offerto segnali incoraggianti. Le due vittorie esterne nelle prime tre partite hanno confermato una squadra capace di mantenere la propria vocazione offensiva nonostante i numerosi cambiamenti, ma anche di soffrire quando necessario.

A Napoli il Como ha saputo difendersi sotto pressione, mentre a Genova ha reagito alle proprie sbavature senza perdere identità. Persino quando la partita si è complicata, i meccanismi non sono stati travolti dalla necessità di recuperare.

Kean cambia gli equilibri

L’arrivo di Moise Kean modifica anche le gerarchie offensive. Per Douvikas significa avere meno spazio, ma anche liberarsi di una parte importante delle responsabilità.

Il greco non sarà più costretto a sostenere da solo il peso dell’attacco e potrà beneficiare della concorrenza del nuovo centravanti azzurro.

Per rispettare i regolamenti, invece, Caqueret non è stato inserito nella lista Champions. Una scelta particolarmente significativa, considerando che il centrocampista sarebbe probabilmente titolare in moltissime squadre di Serie A.

È un altro elemento che racconta la profondità e la qualità raggiunte dal Como.

Dieci punti per sognare il playoff

Certo, davanti ci sono avversari fuori portata, come PSG e Barcellona, mentre il Manchester Unitedrappresenta un ostacolo particolarmente complicato.

Ma contro Lipsia, Feyenoord, Lens, AEK e Betis, il Como può giocarsi le proprie carte. L’obiettivo realistico può essere quello di raccogliere una decina di punti, una quota che potrebbe consentire di guardare con fiducia alla qualificazione, considerando che nella precedente edizione nove punti sono stati sufficienti per accedere ai playoff.

La differenza, ancora una volta, dovrà farla Fabregas.

Il tecnico dovrà soprattutto lavorare sull’aspetto mentale, togliendo dallo spogliatoio l’emozione e la paura del debutto. Perché la Champions non deve diventare qualcosa di estraneo alla quotidianità del Como.