Piemonte

Aivis: lezioni obbligatorie per ridurre le stragi in strada

L’associazione chiede formazione e maggiori verifiche dopo dodici motociclisti deceduti nel Torinese durante l’estate.

Dodici motociclisti hanno perso la vita sulle strade del Torinese durante gli ultimi tre mesi estivi. Un bilancio che riaccende l’attenzione sui rischi legati alla circolazione delle due ruote e, più in generale, sui comportamenti alla guida. Aivis, l’Associazione italiana vittime della strada, chiede alle istituzioni di rafforzare l’educazione stradale e di introdurre un percorso obbligatorio per chi si prepara a conseguire la patente.

Il rischio per chi viaggia in moto

Manuela Barbarossa, presidente di Aivis, sottolinea che i motociclisti sono tra gli utenti più esposti. Anche un contatto lieve con un’automobile, come il semplice sfioramento di uno specchietto, può provocare una caduta e conseguenze gravi. Gli incidenti possono verificarsi anche quando chi viaggia in moto è costretto a cambiare traiettoria per evitare un altro veicolo.

L’associazione assiste e tutela legalmente, senza costi, le vittime degli incidenti stradali e i loro familiari. Nel rapporto quotidiano con le persone coinvolte, spiega Barbarossa, emerge spesso un elemento ricorrente: i motociclisti riferiscono di non essere stati visti dagli automobilisti. Tra le cause indicate ci sono il mancato controllo dello specchietto retrovisore e l’uso del cellulare alla guida, che sottrae attenzione alla strada.

Educazione e controlli

Alla distrazione si aggiunge la velocità. Secondo la presidente di Aivis, sulle strade si tende a procedere sempre più rapidamente, in un clima caratterizzato da comportamenti aggressivi e dalla ricerca di prevalere sugli altri utenti. Una situazione che aumenta il rischio soprattutto per chi viaggia su mezzi più vulnerabili e dispone di una minore protezione in caso di urto.

Da qui la proposta di inserire, tra i requisiti per ottenere la patente, lezioni obbligatorie sulla sicurezza stradale. Il corso dovrebbe essere tenuto da esperti e affrontare i principali pericoli della circolazione, dalla distrazione alla velocità, con l’obiettivo di costruire una maggiore consapevolezza prima di mettersi al volante.

Aivis sollecita inoltre più controlli da parte delle istituzioni. L’obiettivo, precisa Barbarossa, non sarebbe aumentare le multe, ma prevenire i comportamenti pericolosi e salvare vite. L’associazione collega l’urgenza dell’intervento all’aumento del traffico e alla diffusione di distrazioni e condotte di guida più rischiose, che rendono necessario un impegno comune da parte di automobilisti e motociclisti.