Dal 15 settembre entreranno in vigore in Regione Lombardia nuove disposizioni sulla validità delle prescrizioni per la specialistica ambulatoriale. La modifica riguarda il periodo entro il quale il paziente dovrà effettuare la prenotazione della prestazione indicata dal medico e non i tempi entro cui le strutture sanitarie dovranno garantire l’appuntamento.
Le nuove scadenze
La durata della ricetta sarà stabilita in base alla priorità clinica riportata sulla prescrizione. Per le prestazioni contrassegnate con la lettera U, relativa alle urgenze, la prenotazione dovrà essere effettuata entro 10 giorni. Per la classe B, riferita alle prestazioni brevi, il termine sarà di 20 giorni.
Per le richieste differibili, indicate con la lettera D, la prenotazione dovrà avvenire entro 40 giorni nel caso delle visite specialistiche. Il limite salirà a 70 giorni per la diagnostica strumentale, come ecografie e radiografie. Le prestazioni programmate, contrassegnate con la lettera P, potranno invece essere prenotate entro 130 giorni.
Resta invariata a 180 giorni la validità delle prescrizioni per gli esami di laboratorio. Trascorso il termine previsto senza che sia stata effettuata la prenotazione, la ricetta sarà considerata invalidata e non potrà più essere utilizzata per richiedere la prestazione.
Il richiamo del Codacons
Codacons Lombardia chiede che il cambiamento venga comunicato in modo chiaro, con particolare attenzione alle persone anziane e ai cittadini che hanno meno dimestichezza con le procedure digitali di prenotazione. L’associazione sottolinea che la scadenza della prescrizione non deve tradursi in un ostacolo per l’accesso alle cure.
Secondo il Codacons, l’eventuale assenza di disponibilità al momento della richiesta non dovrebbe costringere automaticamente il paziente a rivolgersi a una struttura privata sostenendo per intero la spesa. Quando non sia possibile trovare un appuntamento compatibile con la classe di priorità indicata dal medico, dovrebbero essere attivati i percorsi previsti dal sistema sanitario per assicurare l’erogazione della prestazione nei tempi stabiliti.
Nei casi previsti, qualora la struttura non riesca a garantire il servizio entro i termini attraverso il canale istituzionale, può essere attivata la libera professione con costi a carico della struttura sanitaria. In questa eventualità, il cittadino sarebbe tenuto a pagare soltanto l’eventuale ticket. L’associazione chiede quindi che la nuova procedura venga accompagnata da informazioni accessibili e da soluzioni concrete per chi non riesca a trovare posto.