Toscana

Scuola, undici cattedre in più e un educatore sperimentale

Il programma regionale prevede presidi, percorsi professionali e sostegno negli istituti superiori.

Undici nuove cattedre per l’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri, presidi dedicati all’alfabetizzazione e una nuova figura di supporto negli istituti: sono gli interventi principali del Piano straordinario per l’inclusione linguistica predisposto dall’Ufficio scolastico regionale per la Toscana per rispondere alle esigenze del territorio pratese.

La misura riguarda in particolare le scuole con una presenza significativa di alunni con background migratorio. Nell’ambito del piano saranno assegnate 11 cattedre della classe di concorso A023, specifica per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri, in sei istituti superiori della provincia. I docenti saranno inseriti in una progettazione comune attraverso un accordo di rete tra le scuole coinvolte.

Alfabetizzazione e prevenzione del disagio

Il progetto prevede inoltre l’attivazione di presidi per l’alfabetizzazione iniziale negli istituti con la maggiore concentrazione di studenti non italofoni. L’obiettivo è affrontare le difficoltà linguistiche, indicate tra i principali ostacoli alla piena partecipazione al percorso scolastico, e rafforzare gli interventi contro la dispersione.

La novità più specifica è la sperimentazione dell’educatore di corridoio, prevista in due istituti superiori. La figura opererà direttamente negli spazi scolastici per intercettare situazioni di disagio e disorientamento, intervenendo prima che le difficoltà possano trasformarsi in un abbandono degli studi. L’educatore sarà un punto di riferimento per gli studenti più fragili e potrà contribuire a individuare tempestivamente i casi che richiedono un intervento.

Il raccordo con formazione e lavoro

Il piano sarà sviluppato anche con la collaborazione del Comune di Prato e della Società della Salute Area Pratese, nel quadro di DesTEENazione, progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e dedicato al contrasto della povertà educativa. Sono previsti percorsi di istruzione sussidiaria e attività alternative alla didattica tradizionale, rivolti agli studenti che incontrano maggiori difficoltà.

Un altro asse riguarda la formazione professionale. In collaborazione con gli istituti professionali e il Centro per l’impiego saranno organizzati percorsi collegati ai profili più richiesti dal territorio, con il rafforzamento delle competenze linguistiche. L’intento è accompagnare gli studenti verso il conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica professionale, favorendo al tempo stesso un collegamento più diretto tra istruzione e mondo del lavoro.

Il piano è stato presentato durante un incontro al quale hanno partecipato il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Luciano Tagliaferri, la dirigente scolastica di Prato Ilaria Baroni, il sindaco Matteo Biffoni e l’assessore alla Pubblica istruzione Ilaria Santi. Al centro del confronto sono state la necessità di sostenere gli studenti con background migratorio e quella di intervenire sulle difficoltà linguistiche per favorire la continuità del percorso scolastico.