Claudio Marchetti, pittore e liutaio originario di Berceto, è morto all’età di 86 anni. La sua figura era conosciuta in diversi territori dell’Appennino Parmense, dove nel corso degli anni aveva costruito una riconoscibile attività artistica e artigianale.
Dalla falegnameria alla pittura
Nato nel 1940, Marchetti era il dodicesimo di tredici fratelli. Proveniva da una famiglia di falegnami, una tradizione portata avanti per sei generazioni. In questo contesto aveva lavorato come restauratore di mobili antichi, sviluppando competenze manuali che avrebbero accompagnato anche le sue successive esperienze artistiche.
Accanto al lavoro di restauratore aveva coltivato la passione per la pittura. Da autodidatta aveva realizzato migliaia di quadri, soprattutto nature morte e paesaggi ispirati all’Appennino in cui era nato e vissuto. Molte delle sue opere sono entrate nelle case di parmigiani e bercetesi, mantenendo un legame diretto con il territorio e con i suoi paesaggi.
La liuteria e l’impegno per gli altri
Marchetti si era dedicato anche alla liuteria, imparando autonomamente a costruire strumenti musicali. Nel corso della sua attività aveva realizzato viole, violini, chitarre, contrabbassi e violoncelli, unendo alla sensibilità artistica la precisione richiesta dal lavoro artigianale.
Le sue opere erano state inoltre destinate anche a iniziative di beneficenza. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona discreta, umile e generosa, oltre che intelligente e capace di mantenere rapporti di amicizia in molte comunità dell’Appennino Parmense. Con la sua scomparsa, il territorio perde una figura che aveva saputo esprimersi attraverso la pittura, il restauro e la costruzione di strumenti musicali.