Nella Tuscia aumentano le famiglie composte da una sola persona

Nel Lazio i nuclei monocomponenti raggiungono il 36,1% e cambiano abitazioni, commercio locale e patrimonio edilizio.

Il modello della famiglia numerosa riunita sotto lo stesso tetto lascia spazio a una realtà sempre più diffusa nella Tuscia: quella delle persone che vivono da sole. I bilanci demografici ufficiali descrivono una crescita delle micro-famiglie composte da un unico abitante, fenomeno che interessa l’intero Lazio e modifica gli equilibri sociali ed economici dei territori.

I nuclei monocomponenti sono diventati la tipologia familiare più diffusa nella regione e rappresentano il 36,1% del totale delle abitazioni. Il dato segnala un cambiamento profondo nella composizione della popolazione e nella domanda di servizi, abitazioni e beni di consumo. La trasformazione è particolarmente evidente nei centri più piccoli, dove l’invecchiamento della popolazione si combina con lo spostamento dei giovani verso altre località per motivi di studio o di lavoro.

La solitudine nei borghi

Le statistiche collocano il comune di Viterbo al 5.790esimo posto in Italia, su quasi 8mila municipalità, per numero medio di componenti dello stesso nucleo familiare. Nei borghi della provincia con meno di 3mila residenti, il fenomeno risulta ancora più marcato: l’indice di vecchiaia territoriale ha raggiunto quota 171,9.

Nei centri minori della Tuscia, la quota di anziani che abitano da soli in un intero appartamento è arrivata al 33,6%. La presenza di nuclei ridotti incide anche sulle attività commerciali di prossimità, chiamate a rimodulare l’offerta su confezioni e porzioni singole per adeguarsi alle esigenze di una popolazione composta sempre più spesso da persone sole.

Gli effetti sul patrimonio edilizio

Il cambiamento demografico si riflette anche sul patrimonio immobiliare della provincia. L’aumento dei residenti solitari si accompagna alla presenza di immobili ereditati che spesso restano vuoti oppure incontrano difficoltà a entrare nel circuito delle compravendite.

Nei piccoli comuni della Tuscia, le abitazioni di grandi dimensioni perdono valore perché manca una domanda sufficiente da parte di famiglie numerose. Al contrario, i micro-appartamenti mostrano una maggiore tenuta commerciale. La dinamica sta modificando l’organizzazione degli spazi nei centri storici e mette sotto pressione i servizi sociali comunali, chiamati a rispondere a una popolazione più anziana e con una presenza crescente di persone che vivono sole.