Toscana

Tessile, la ripartenza resta lenta tra costi e pochi ordini

Imprese e sindacati guardano a settembre tra energia cara, export incerto e cassa integrazione.

Il distretto tessile pratese ha ripreso l’attività dopo la pausa estiva, ma con tempi diversi e senza un’accelerazione generalizzata. Alcune aziende industriali e artigiane hanno già riacceso le macchine, mentre altre torneranno a pieno regime soltanto dalla prossima settimana. Diverse imprese continuano inoltre a utilizzare la cassa integrazione richiesta prima dell’estate, in attesa che gli ordinativi tornino a crescere.

Energia e mercati esteri

Il quadro resta incerto soprattutto per l’incidenza dei costi energetici, particolarmente rilevanti per un comparto ad alta intensità di consumo. A condizionare le prospettive sono anche l’andamento dei mercati esteri, le tensioni commerciali e i dazi applicati sul mercato statunitense, il cui impatto sul tessile pratese deve ancora essere valutato.

Francesco Marini, presidente della sezione Moda di Confindustria Toscana Nord, indica nella ricerca di nuovi sbocchi commerciali, anche in Sud America, una possibile direzione per le aziende. Secondo Marini, il distretto dovrebbe inoltre essere riconosciuto come energivoro e sostenuto attraverso ristori o altri strumenti allo studio a livello nazionale. Tra gli elementi considerati positivi viene citato il percorso del cardato riciclato, anche come leva di promozione del territorio.

Le difficoltà del cardato

Proprio il cardato riciclato è tra i comparti che destano maggiore preoccupazione. Le filature devono affrontare costi elevati, compresi quelli legati alle certificazioni, e la difficoltà nel reperire personale. Il tema si collega al percorso per il riconoscimento dell’Igp, nel quale le filature cardate avranno un ruolo centrale.

Maria Chiara Calamai, titolare della filatura Dueerre, associata a Confartigianato e attiva nel cardato riciclato, chiede alle istituzioni misure specifiche per tutelare il prodotto. Tra le ipotesi indicate ci sono la cassa integrazione straordinaria, erogata direttamente dallo Stato, e la proclamazione dello stato di crisi, con le conseguenze previste.

Una ripresa ancora debole viene rilevata anche dai sindacati. Juri Meneghetti, segretario generale della Filctem Cgil Prato Pistoia, sottolinea che le aziende già riaperte dispongono di pochi ordini. La domanda interna, osserva, risente del livello contenuto degli stipendi, mentre l’export è penalizzato dalle tensioni geopolitiche. Per il sindacalista, serve una politica industriale capace di affrontare il divario tra il distretto legale, oggi in difficoltà, e quello illegale, che non sembra accusare lo stesso impatto della crisi.

Mirko Zaccheo, segretario della Femca Cisl Firenze Prato, osserva che non si registra un’esplosione della cassa integrazione perché molte richieste erano state presentate in anticipo. Alcune aziende, spiega, continuano comunque a faticare e le aspettative sono affidate alle prossime settimane. Per il distretto, il passaggio decisivo sarà quindi il recupero degli ordini e il contenimento dei costi: settembre dovrebbe fornire indicazioni più precise sull’andamento dell’autunno.