Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha chiesto al governo di convocare Volkswagen e Ducati per fare chiarezza sul futuro dell’azienda motociclistica di Borgo Panigale. La richiesta è stata avanzata venerdì sera a margine della Festa dell’Unità provinciale, al Parco Cevenini, dove il governatore ha partecipato a un dibattito politico insieme al presidente della Puglia Antonio Decaro.
Prima di salire sul palco, de Pascale ha incontrato giornalisti e volontari della manifestazione. Al centro delle sue dichiarazioni ci sono state le indiscrezioni emerse dal tavolo Volkswagen e le possibili decisioni del gruppo sul marchio Ducati, considerato dal presidente un elemento rilevante per l’identità produttiva dell’Emilia-Romagna e dell’Italia.
La richiesta al governo
De Pascale ha riferito di aver scritto al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, chiedendo che il ministero convochi rapidamente i vertici di Volkswagen e Ducati. L’obiettivo, ha spiegato, è conoscere i programmi del gruppo e capire quale scenario si prospetti per l’azienda.
Il presidente regionale ha invitato a non parlare di crisi. Secondo la sua lettura, Volkswagen potrebbe valutare la vendita di Ducati proprio per il valore raggiunto dal marchio e per utilizzare le risorse in altri ambiti strategici del gruppo. Una scelta legittima sul piano industriale, ha osservato, ma che non dovrebbe essere accettata senza valutare le conseguenze sul territorio, sui lavoratori e sulle loro famiglie.
Tra le ipotesi da chiarire ci sono una possibile quotazione, sul modello di quanto avvenuto con Porsche, oppure una cessione vera e propria. In quest’ultimo caso, per de Pascale sarebbe necessario sapere chi potrebbe rilevare l’azienda: un fondo finanziario, un gruppo industriale o un soggetto italiano o europeo. Il tema si inserisce in un quadro bolognese già segnato da altre vertenze, tra cui quelle citate dal presidente relative a Würth e Saga Coffee.
Sanità e confronto nel centrosinistra
Nel corso dell’incontro, de Pascale ha affrontato anche il tema della sanità pubblica, partendo dall’allarme lanciato dal ministro Orazio Schillaci sulla necessità di risorse aggiuntive per garantire la tenuta del sistema. La proposta è unire i presidenti di Regione, indipendentemente dal loro schieramento, per sostenere la richiesta di 5 miliardi di euro destinati alla sanità nel prossimo anno.
Il governatore ha aggiunto che, in caso di mancato stanziamento, sarebbe necessario promuovere una battaglia comune. Rivolgendosi al proprio campo politico, ha indicato in 20 miliardi la cifra che, a suo giudizio, un futuro governo di centrosinistra dovrebbe destinare al settore, per distinguere le proprie politiche da quelle dell’attuale esecutivo.
Infine, il presidente dell’Emilia-Romagna ha commentato il dibattito sulle primarie e sulle modalità di scelta della leadership del centrosinistra. Ha detto di non aver percepito particolare entusiasmo tra i partecipanti alla festa, ma ha sostenuto che sarebbe peggio discutere per mesi sulla possibilità di organizzarle senza poi arrivare a una decisione. Antonio Decaro, intervenuto a sorpresa alla manifestazione, ha invece richiamato l’importanza del punto di vista degli amministratori locali nella definizione del programma della coalizione.