Toscana

Da 43 anni vini e storie nella storica enoteca

Salvatore Forestieri ha presentato la richiesta per l’elenco municipale dedicato agli esercizi con una lunga continuità.

Da 43 anni la Cantinetta di via Cavalca rappresenta un punto di riferimento per chi cerca vini, liquori e prodotti legati alle colline pisane. A portare avanti l’attività è Salvatore Forestieri, che ha deciso di presentare la domanda per l’iscrizione al registro delle Botteghe storiche, iniziativa promossa dal Comune.

Nel corso del tempo, tra gli scaffali dell’enoteca si sono incontrate clientеле diverse: studenti e professori, residenti e turisti. Una frequentazione trasversale che ha trasformato il locale anche in uno spazio di relazioni, dove persone di generazioni differenti possono conoscersi e condividere racconti e curiosità sulla zona.

Vini e prodotti delle colline

L’offerta della Cantinetta comprende vini e oli provenienti dalle colline pisane, oltre al miele raccolto nei boschi e nei prati del territorio. Non mancano i liquori, dall’amaro Auser di Pontasserchio al Giammino, vermouth prodotto nelle colline pisane. Tra gli elementi che caratterizzano ancora oggi l’attività ci sono anche i fiaschi impagliati, proposti con il sistema del vuoto a rendere.

Forestieri ricorda di avere rifornito in passato alcuni dei ristoranti più frequentati di Pisa, tra cui Stelio, Turiddo e Il Pappagallo. Sono testimonianze di una fase in cui la bottega era inserita nella rete della ristorazione cittadina e contribuiva alla diffusione dei prodotti vinicoli locali.

Una storia iniziata in famiglia

Il titolare racconta di avere cominciato grazie alla propria famiglia, quando l’attività era ancora una bottiglieria di vini e liquori. In quella fase la vendita riguardava soprattutto liquori nazionali ed esteri, tra i quali figuravano quelli della Fraberg, liquorificio pisano ricordato come particolarmente apprezzato.

Ancora oggi capita di vedere nella Cantinetta almeno due generazioni contemporaneamente. Anziani residenti e studenti si incontrano nel locale e, attraverso conversazioni e aneddoti, si scambiano conoscenze sulla storia della zona e di Pisa. Per Forestieri, la candidatura al registro delle Botteghe storiche rappresenta il riconoscimento di un percorso iniziato oltre quattro decenni fa e proseguito mantenendo il legame con le produzioni del territorio.