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Milan, Amorim: “Al mercato del Milan dò 10”

Ruben Amorim, allenatore rossonero, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di una partita delicata come Juventus-Milan.

Milan, Amorim: “Al mercato del Milan dò 10”

Si ritrova nel ritratto dei suoi giocatori?

“Cerco di farlo, perché fuori dal campo sono umani e sono il leader di quello spogliatoio. È mio lavoro aiutare i miei giocatori, ma in campo dobbiamo lavorare duro, non c’è altra strada. BIosgna farlo bene per vincere partite e trofei. Sono molto esigente in palestra, in campo. Fuori sono però un ragazzo che vuole aiutarli, loro così come le loro famiglie”.

 

Siamo davanti a una vigilia particolare: che idea hai della squadra? Perché avete riportato in squadra Tomori?

“Con Cardinale e Calvelli ci parlo tutti i giorni quindi è normale averli qui, per voi no ma per me sì. Sono molto soddisfatto del mercato. Abbiamo nuovi giocatori che sono il top e che ci aiuteranno durante la stagione, ma anche in futuro. Questo è il nostro obiettivo. Voglio anche spendere su come funziona il Milan: bisogna essere tutti allineati su qualche calciatore da prendere. Se qualcuno non è allineato non si prende quel giocatore, si passa più tempo a pensare affinché la decisione presa sia la migliore. E quest’estate lo siamo stati. Tomori? Abbiamo avuto un problema con Gabbia, non sappiamo quanto durerà. Somiglia un po’ alla situazione nel pre season con Gila. Se vediamo il nostro calendario dobbiamo giocare 4 partite in 10 giorni, per questo voglio che siamo preparati alle evenienze. Tomori comunque è un ottimo calciatore, ho visto che in allenamento si allenava bene. La priorità per me è la squadra, e in quel momento ho pensato fosse la scelta migliore reintegrarlo in rosa”.

 

Che voto dà al mercato del Milan? Resta convinto che in attacco non servirebbe un giocatore ulteriore da affiancare a Camarda e Ramos?

“Tutti danno voti. Il mio? 10. I miei giocatori sono i migliori al mondo, perché tutti quelli che abbiamo portato in rosa sono perfetti per questa strada. Normale che possiamo pensare anche a diverse caratteristiche, ma penso che dobbiamo dare spazio a Camarda. Possiamo giocare anche con i 3 giocatori che possono ruotare. Alle volte cambiare le caratteristiche degli attaccanti ci può aiutare. Non hai nessuna squadra al mondo che abbia tutte le caratteristiche per tutte le posizioni durante la stagione. Useremo Camarda. Poi dipende ovviamente dalle partite, se vinceremo sarà tutto okay, mentre se perderemo nascerà qualche problema. Ma sono contento della mia squadra”.

 

Secondo te è arrivato il momento di schierare Rabiot e Moreira dal 1′?

“Vedremo. Non vi dirà l’11 iniziale di domani oggi. È importante anche per le rotazioni che abbiamo in squadra mantenere per noi chi partirà domani titoalre. Moreira ha 2 settimane di allenamento. È più preparato rispetto alla scorsa settimana. È un’opzione, così come Rabiot, in due posizioni. Quindi vedremo quale sarà il nostro 11 titolare”.

 

Che cosa risponde a Chivu che dice che Juventus-Milan non è una sfida scudetto?

“Niente. Sono concentrato sulla nostra partita. Se vinciamo domani saremo in testa alla classifica insieme ad altri. Sono concentrato su di noi, sul lavoro da fare. Quindi non ho niente da dire in merito”.

 

Come stai vivendo questo primo big match in Italia?

“Penso che dipende dalla pressione che ti metti addosso. Bisogna vincere ogni partita, quindi non penso che i big match siano più importanti di altri. Durante la pre season non abbiamo vinto qualche partita e la pressione già c’era. Nei grandi club ci sono sempre big match. Sarà un buon test per capire se siamo migliorati rispetto la scorsa settimana, anche perché affronteremo una grande squadra ed allenatore, in trasferta. Sono entusiasta, penso che la mia squadra sia pronta. Io sono pronto. Sarà un normale giorno di lavoro per me e sono entusiasta all’idea di vedere la mia squadra domani”.

 

Secondo il tuo punto di vista state migliorando in difesa? Hai studiato bene il calendario che ti aspetta, ma è normale secondo te?

“Non ho mai avuto una sequenza così fitta di partita in carriera, nemmeno in Premier League. Sarà difficile ma possiamo anche far rifiatare certi calciatori, faremo delle rotazioni, motivo per il quale avremo tutti questi calciatori a disposizione. È importante per me vedere fino a gennaio questi calciatori e poi capiremo bene cosa succederà. La difesa? Per me contro il Torino abbiamo controllato meglio le transizioni, contro il Venezia meno. Dobbiamo mantenere il focus, in ogni partita. Abbiamo avuto dei problemi in difesa quando perdiamo o quando siamo in possesso il pallone, perché non eravamo organizzati.  Abbiamo lavorato tanto durante questa settimana, e poi ho centrali come Pavlovic e Mario (Gila, ndr) che pensano di essere dei numeri 10 alle volte, e si prendono qualche rischio di troppo. Dobbiamo gestire meglio questa situazione. Non sono stato soddisfatto della partita fatta contro il Venezia, e dobbiamo fare meglio contro top team come la Juventus”.

Lei pensa di poter utilizzare le parole di Chivu per spronare la squadra? Moreira, lo vede più come esterno e sulla trequarti?

“Vedo Moreira come quinto, ma ci saranno partite dove potrà giovane avanti o insieme a Chukwueze. Abbiamo tanti giocatori da ruotare. Sulle parole di Chivu: per me se abbiamo bisogno di queste parole per motivarci al Milan c’è qualcosa di sbagliato in noi. Negli ultimi anni siamo finiti in posizioni di classifica che ci invitano a lavorare tanto. Abbiamo tanto da lavorare, onorare i nostri tifosi e riportare il club ai livelli che merita. Non abbiamo bisogno delle parole di Chivu per motivarci. La cosa più importante è che io vedo il Milan, e per me è il club migliore del mondo, ma in 20 anni abbiamo vinto 0 Coppe Italia e 2 Scudetti. C’è qualcosa che non va, lo sappiamo. Abbiamo tanto da fare, dobbiamo lavorare e raggiungere i nostri obiettivi in tempo. Non mi interessa cosa dice Chivu o chiunque altro. Ma dobbiamo concentrarsi sul perché nel corso degli anni il Milan non è stato Milan. Per questo è meglio concentarsi sulla nostra squadra, e non ci deve interessare cosa dicono gli altri. Lavoriamo per riportare la squadra ai livelli che merita”.

 

Che tipo di allenatore è Spalletti? 

“Spalletti non ha bisogno di introduzioni: è intelligente, ha grandi qualità, conosce la lega, mi piace il modo in cui fa giocare la sua squadra. Sarà una partita dura, siamo all’inizio ma sappiamo che siamo pronti per la partita. Sarà una bella partita e non ho mai battuto la Juventus da allenatore, ma da giocatore sì. Sarò pronto a farlo per la prima volta da allenatore”.

Come gestisci il tuo 11 titolare, considerando il fatto che spesso i pezzi grossi li hai inseriti a partita in corso?

“All’inizio della stagione è difficile, bisogna capire gli aspetti fisici di alcuni giocatori. Noi dobbiamo capire anche come finire la partita. La cosa più importante è come ti alleni durante la settimana, perché se non ti alleni bene cambio idea subito. Quindi se devo dire una cosa: se meriti durante la settimana giochi, sennò no. Ovviamente schiero sempre l’11 migliore possibile, ma è normale che comunque in panchina devo avere delle armi che mi permettono di poter cambiare la partita in corso”.