Il 5 settembre 2026 Vanessa Bigliazzi, capogruppo del Pd, e Diego Angori, segretario dell’Unione comunale del Pd di Cortona, hanno contestato la scelta della Giunta comunale di adottare una delibera sull’accesso agli uffici pubblici per chi si presenta con il volto coperto. In una nota, i due esponenti dell’opposizione riconoscono il principio della possibilità di identificare le persone che entrano negli edifici pubblici, ma sostengono che il provvedimento non introduca norme nuove.
Il richiamo alla legge del 1975
Secondo Bigliazzi e Angori, la materia è già regolata dalla legge 152 del 1975, che vieta, salvo specifiche eccezioni, di circolare in luoghi pubblici o aperti al pubblico con il volto coperto in modo da rendere difficoltoso il riconoscimento. Per questo, sostengono, sarebbe più utile concentrarsi sull’applicazione concreta delle norme esistenti invece di presentare la decisione come una novità.
La nota mette inoltre in dubbio l’esistenza di una reale emergenza negli uffici comunali. I rappresentanti del Pd chiedono, in particolare, quanti episodi di accesso a volto coperto si siano verificati negli ultimi otto anni, ipotizzando che il fenomeno possa essere stato nullo o comunque irrilevante. Da qui la critica alla presentazione della misura come strumento capace di garantire una maggiore sicurezza sul territorio.
Per gli esponenti dem, il provvedimento avrebbe un valore soprattutto simbolico e mediatico. Nella nota si sostiene che il sindaco, pur definendosi civico, starebbe cercando di avvicinarsi alle posizioni di Futuro Nazionale. Il riferimento viene accompagnato da una provocazione sulla possibilità di adottare in futuro una delibera per vietare i furti. Al di là delle battute, Bigliazzi e Angori accusano l’amministrazione di utilizzare atti di forte impatto comunicativo per distogliere l’attenzione dai problemi irrisolti.
La questione dei finanziamenti sportivi
Nel documento il Pd indica come esempio la gestione delle opportunità di finanziamento per lo sport. Secondo quanto riportato nella nota, dall’allegato al Bando Sport e Periferie 2026 del Dipartimento per lo Sport emergerebbe che, al momento della candidatura, il Comune di Cortona non disponeva di alcun livello progettuale. Questa circostanza avrebbe impedito all’amministrazione di intercettare risorse destinate al territorio.
Gli esponenti dell’opposizione richiamano anche la graduatoria del bando regionale per i contributi all’impiantistica sportiva, dalla quale, a loro dire, non sarebbe arrivato alcun finanziamento per la piscina comunale. La valutazione politica contenuta nella nota è che le difficoltà non dipendano soltanto dal colore delle amministrazioni o dai rapporti con gli altri livelli istituzionali, ma dalla capacità di predisporre progetti validi, cantierabili e finanziabili.
La richiesta finale rivolta alla Giunta è quindi di ridurre il ricorso a iniziative ritenute simboliche e di concentrarsi su interventi concreti, in particolare su quelli che possono incidere sulla vita quotidiana dei cittadini e sulla possibilità di ottenere risorse per il territorio.