Piemonte

Il Parco chiede una nuova strategia contro gli incendi

Siccità e temperature elevate aggravano i rischi, mentre l’abbandono montano rende più complessa la gestione dei versanti.

Gli incendi che hanno interessato il Parco nazionale della Val Grande nelle ultime settimane riaprono il dibattito sulle politiche di tutela ambientale e sulla gestione delle aree forestali. In una nota diffusa il 31 agosto, l’ente parco sottolinea che la difesa dell’ambiente non può essere affidata soltanto alla risposta alle emergenze, ma deve diventare una priorità strutturale.

Secondo il parco, cambiamento climatico, siccità e alte temperature stanno modificando le modalità di propagazione dei roghi. A questi fattori si aggiunge l’abbandono delle aree montane, che rende più difficile assicurare una manutenzione costante dei boschi e dei versanti.

Le conseguenze dopo lo spegnimento

In un territorio impervio come quello della Val Grande, gli effetti degli incendi non si esauriscono con lo spegnimento delle fiamme. Restano terreni alterati, una maggiore impermeabilità dei suoli e un rischio idrogeologico più elevato. Per questo, l’ente ritiene necessario costruire una politica della prevenzione adeguata alla nuova realtà climatica e territoriale.

Il presidente del Parco nazionale della Val Grande, Luigi Spadone, sostiene che la tutela del patrimonio naturale richieda un cambiamento culturale e operativo. Conservare, secondo Spadone, non significa soltanto evitare interventi, ma anche prevenire, gestire, monitorare e adattare il territorio, così da renderlo più resiliente agli eventi estremi.

Manutenzione e procedure più snelle

L’ente richiama quindi l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di rafforzare la manutenzione dei boschi e di rendere più snelle le procedure amministrative. La richiesta è di distinguere i controlli necessari dagli adempimenti burocratici che possono rallentare l’azione, garantendo allo stesso tempo risorse adeguate, pianificazione aggiornata e innovazione tecnologica.

Per il parco, la cura delle aree interne e la manutenzione dei versanti devono diventare scelte pubbliche coerenti e continuative, non limitate ai mesi estivi o alla gestione delle emergenze. L’obiettivo indicato è affrontare con strumenti permanenti le trasformazioni del territorio e la crescente frequenza degli eventi estremi.