Toscana

Inceneritore, la consultazione passa da una modifica statutaria

Il nuovo articolo arriverà in aula, mentre l’opposizione teme tempi troppo lunghi per il voto sul raddoppio dell’impianto.

La commissione consiliare di Montale ha approvato una proposta di modifica dello statuto comunale che introduce la possibilità di svolgere una consultazione pubblica sul futuro dell’inceneritore. Il testo, che dovrà essere sottoposto al consiglio comunale, ha però suscitato reazioni opposte tra i gruppi politici e non ha ricomposto il confronto sul possibile raddoppio dell’impianto.

La proposta prevede l’inserimento nello statuto del nuovo articolo 43 bis. La norma definisce la consultazione pubblica come uno strumento, a carattere non vincolante, attraverso il quale il Comune può raccogliere commenti, idee, osservazioni e altre informazioni utili a integrare gli elementi conoscitivi già disponibili nei processi decisionali dell’ente. Il capogruppo di centrodestra di Noi Per Montale ha espresso soddisfazione, ritenendo che la modifica vada nella direzione della consultazione popolare.

Il confronto sui contenuti

Di segno opposto la posizione di Sandro Nincheri, capogruppo della lista civica Montale Rinasce. Secondo Nincheri, la formulazione individuata rinvierebbe il problema senza consentire di arrivare concretamente alla consultazione. Il gruppo aveva proposto una modifica specifica, ma la discussione non sarebbe stata possibile perché il segretario comunale ha potuto partecipare alla riunione soltanto per una parte limitata del tempo.

Il presidente della commissione, Lorenzo Bandinelli, ha spiegato che esiste la disponibilità a integrare il testo, inserendo in modo esplicito anche il voto dei cittadini, già previsto nella mozione approvata dal consiglio comunale. Resta invece il disaccordo sulla procedura: Nincheri avrebbe voluto avviare nella stessa seduta anche la stesura del regolamento, mentre Bandinelli ha sostenuto che ciò non fosse possibile prima dell’approvazione della modifica statutaria, per ragioni normative.

I tempi dell’iter

Il percorso prevede innanzitutto la convocazione del consiglio comunale per approvare il nuovo articolo. Dopo i 30 giorni previsti dalla legge sarà possibile predisporre il regolamento della consultazione, che dovrà essere esaminato prima dalla commissione e poi dall’aula. Trascorsi altri 15 giorni, il consiglio potrà riunirsi nuovamente per indire la consultazione popolare.

Proprio sui tempi si concentra la critica della lista civica. Nincheri teme che il voto possa svolgersi soltanto a dicembre, quando l’assemblea dell’Ato potrebbe avere già adottato il piano di ambito comprendente il raddoppio dell’impianto. Bandinelli ha replicato che le scadenze dipendono dalle norme e che l’iter può essere rispettato convocando rapidamente i consigli comunali. Il presidente ha inoltre ricordato che il Comune di Montale ha inviato all’Ato una lettera per chiedere la sospensione di ogni decisione fino allo svolgimento della consultazione.

Alla riunione, organizzata in modalità mista nella sala della Smilea, hanno assistito numerosi cittadini, in risposta all’invito del comitato nonCiStiamo. Al termine dell’incontro alcuni partecipanti hanno contestato l’esito dei lavori con il coro vergogna, mentre il comitato ha definito la seduta una presa in giro.

Il confronto politico potrebbe proseguire in consiglio comunale. Nincheri ha infatti annunciato la presentazione di una mozione per chiedere un referendum senza modificare lo statuto. A suo giudizio, il divieto per le consultazioni referendarie su materie sovracomunali non sarebbe applicabile al caso in esame, perché sul nuovo impianto non esisterebbero ancora impegni già assunti.