Il Misano si prepara all’esordio ufficiale nella Coppa Italia di Promozione. Domenica alle 17.30, allo stadio Nicoletti, la squadra di mister Zagnoli affronterà il Riccione in un derby a gara secca, a una settimana dal debutto in campionato sul campo del Diegaro.
Una verifica a gara secca
Per il tecnico, l’appuntamento rappresenta un test significativo sotto il profilo tecnico e fisico. La preparazione è in crescita, ma la condizione migliore, secondo Zagnoli, arriverà soltanto dopo alcune giornate di campionato. La sfida consentirà inoltre di dare spazio a una rosa ampia e di aumentare il minutaggio di giocatori come Torsani e Pecci, rientrati dopo un intervento.
Il Misano dovrà però fare i conti con alcune assenze. Non saranno disponibili Protti e Ballotta, entrambi infortunati, mentre restano da valutare le condizioni di Valeriani e Maioli, che lo staff non intende rischiare in vista della prima gara di campionato. I cinque cambi a disposizione offriranno a Zagnoli la possibilità di coinvolgere più giocatori nel corso dei novanta minuti.
L’allenatore chiede soprattutto un approccio concentrato e la capacità di mantenere un livello di intensità elevato per tutta la partita. Nella seconda parte del match, ha spiegato, i momenti di sofferenza sono fisiologici in questa fase della stagione e dovranno essere gestiti con attenzione. L’obiettivo dichiarato è superare il turno, risultato che potrebbe dare fiducia al gruppo in vista del campionato.
Rosa e identità da consolidare
Zagnoli descrive il Riccione come un avversario solido, soprattutto nel reparto arretrato e a centrocampo, dove sono rimasti giocatori di esperienza per la categoria. Restano invece da valutare le caratteristiche del settore offensivo, nel quale la formazione avversaria dovrebbe puntare su diversi giovani. Per il tecnico, il derby resta comunque una partita complessa, nella quale il Riccione potrà esprimere energie e motivazioni aggiuntive.
Il Misano, dal canto suo, potrà cambiare assetto in base agli uomini disponibili e alle esigenze della gara. La squadra è stata costruita per giocare con tre attaccanti, mentre alle loro spalle può schierare due o tre centrocampisti e una linea difensiva composta da tre o quattro elementi. Non sarà quindi il modulo a definire l’identità della formazione, ma la capacità dei giocatori di interpretare le diverse situazioni.
Il bilancio del precampionato è positivo per disponibilità, cultura del lavoro ed entusiasmo. Le amichevoli hanno mostrato una squadra capace di costruire molto in fase offensiva, ma ancora chiamata a essere più concreta negli ultimi sedici metri e a segnare con maggiore continuità. Tra gli aspetti da migliorare c’è anche la gestione dei momenti difficili, con una fase difensiva più ordinata e il contributo di tutti per raggiungere una maggiore compattezza.