Internazionale

Il clima riduce le piante tipiche delle alte montagne europee

Ricerca su 62 vette rileva più perdite locali nel periodo 2001-2022.

Sulle cime delle montagne europee diminuiscono le specie vegetali tipiche delle alte quote. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato su Science, coordinato da ricercatrici e ricercatori dell’Università di Vienna e realizzato con la partecipazione di un gruppo di lavoro dell’Università di Parma.

Alla ricerca hanno preso parte 41 istituzioni, tra cui sette realtà italiane: oltre all’Università di Parma, l’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie, Eurac Research, il Parco nazionale della Maiella e le Università del Molise, di Pavia e di Torino. L’analisi ricostruisce gli effetti di decenni di riscaldamento sulla vegetazione delle vette europee.

Più specie in quota, ma non quelle alpine

Le temperature più elevate hanno attenuato i limiti che per lungo tempo hanno impedito a molte piante di colonizzare gli ambienti montani. La riduzione della copertura nevosa e delle gelate ha favorito l’espansione verso l’alto di specie normalmente presenti a quote inferiori, attraverso vere e proprie migrazioni altitudinali. Di conseguenza, il numero complessivo di specie osservate sulle cime è aumentato.

Questo dato, tuttavia, rappresenta soltanto una parte del fenomeno. Le perdite hanno colpito soprattutto le specie specialiste degli ecosistemi di alta quota, cioè quelle maggiormente legate alle condizioni tipiche degli ambienti alpini. Le piante provenienti da altitudini inferiori hanno quindi guadagnato spazio, mentre quelle già adattate alle cime hanno iniziato a scomparire. I tassi di estinzione locale risultano più elevati sulle montagne che hanno registrato il maggiore riscaldamento.

Le osservazioni sulle 62 cime

Lo studio ha esaminato la dinamica della vegetazione di 62 cime montuose europee attraverso quattro censimenti floristici svolti tra il 2001 e il 2022. I dati mostrano che la percentuale di specie non più rilevate è cresciuta a ogni successiva rilevazione. Nella maggior parte dei casi, le piante scomparse avevano il centro della propria distribuzione altitudinale al di sopra della vetta in cui non sono state più trovate.

Secondo i ricercatori, le estinzioni locali aumentano con l’intensità del riscaldamento e si verificano soprattutto verso i margini inferiori degli areali delle specie. Il processo può però durare decenni: le piante di alta quota sono spesso longeve e resistenti agli stress, perciò la loro scomparsa può arrivare molto tempo dopo l’inizio dei cambiamenti ambientali.

Questa dinamica viene descritta come un debito di estinzione. Prima della scomparsa definitiva, le popolazioni attraversano infatti lunghi periodi di declino. Gli incrementi dei tassi di estinzione osservati oggi potrebbero quindi essere la conseguenza di trasformazioni climatiche avviate già diversi decenni fa, mentre l’aumento del numero complessivo di specie sulle vette rischia di nascondere la perdita progressiva della flora più caratteristica dell’alta montagna.