È stato presentato il 4 settembre 2026, negli orti sociali di via Bucciarelli Ducci ad Arezzo, il percorso Agricoltura sociale e comunità. L’iniziativa ha come capofila la cooperativa Progetto 5, con la Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze e il Comune di Arezzo, e punta a collegare attività agricole, educazione e partecipazione alla vita della comunità.
Il programma prevede il coinvolgimento di 11 persone con disabilità, individuate in collaborazione con i servizi sociosanitari territoriali. I partecipanti saranno inseriti in attività strutturate all’interno di contesti agricoli aperti alla cittadinanza, con l’obiettivo di sviluppare competenze relazionali, autonomie personali e occasioni di protagonismo.
Tra aziende agricole e laboratori
Una parte delle attività si svolgerà nelle aziende di Coldiretti, dove i partecipanti potranno conoscere le produzioni locali e seguire laboratori di cucina e trasformazione dei prodotti della terra. Sono previsti anche momenti dedicati all’educazione alimentare, alla stagionalità e alla condivisione con la comunità, attraverso esperienze pratiche e occasioni di confronto.
Il percorso educativo coinvolgerà anche il Plesso scolastico Martiri di Civitella. In questo contesto saranno organizzati incontri divulgativi ed eventi partecipati rivolti ai bambini, con l’obiettivo di presentare la diversità come una risorsa. Le persone coinvolte nel programma racconteranno direttamente le esperienze maturate nelle aziende agricole, affiancate da educatori e operatori del settore.
Secondo quanto illustrato durante la presentazione, questo passaggio intende valorizzare il ruolo attivo dei partecipanti, chiamati a condividere competenze e autonomie acquisite nel corso delle attività. Il lavoro nei campi, la preparazione degli alimenti e la relazione con gli altri diventano così strumenti educativi e occasioni per rafforzare la partecipazione alla vita collettiva.
Una rete tra istituzioni e imprese
La presidente di Coldiretti Lidia Castellucci ha sottolineato il ruolo sociale delle imprese agricole e ha ricordato la presenza di 13 progetti di agricoltura sociale sul territorio provinciale. A suo giudizio, le aziende possono rappresentare luoghi di accoglienza e crescita, oltre a svolgere la loro funzione produttiva.
Per Edoardo Cerofolini, coordinatore del Cd Mosaico di Progetto 5, l’iniziativa prosegue un lavoro avviato da tempo sull’uso dell’agricoltura e della cucina come ambienti educativi. Il coordinatore ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra cooperative, istituzioni, aziende agricole e scuole per offrire alle persone con disabilità occasioni concrete di partecipazione e autonomia.
Il condirettore di Coldiretti Paolo Campocci ha infine definito l’agricoltura sociale uno strumento capace di unire attività d’impresa e solidarietà. Il progetto si inserisce così in un percorso di welfare territoriale che mira a valorizzare le competenze individuali e a favorire l’inserimento delle persone coinvolte attraverso attività condivise con il territorio.