Un uomo di 45 anni è destinatario di un divieto di avvicinamento nei confronti della compagna, dopo una nuova denuncia per presunti maltrattamenti. Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura di Ferrara alla luce della reiterazione delle condotte e del rischio che episodi analoghi possano ripetersi.
Le presunte aggressioni
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna avrebbe riportato diverse ecchimosi ed escoriazioni, la frattura delle ossa nasali, ferite da strappo al cuoio capelluto e la frattura dell’undicesima costola destra. Le lesioni le avrebbero causato una prognosi di 30 giorni.
Il più recente episodio sarebbe avvenuto dopo che all’uomo era stato notificato un ammonimento del Questore per precedenti episodi di violenza. Proprio quella misura, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe alimentato la sua reazione. Tornato a casa con la compagna e, stando agli accertamenti, sotto l’influsso di alcol e sostanze stupefacenti, avrebbe iniziato a insultarla per poi colpirla con calci e pugni.
L’aggressione sarebbe proseguita con lo strappo di una ciocca di capelli e con un colpo che avrebbe provocato la frattura della costola. La donna, secondo la ricostruzione, lo avrebbe supplicato di fermarsi. Il fatto si sarebbe verificato a circa due mesi da un precedente episodio, nel quale l’uomo avrebbe nuovamente insultato e picchiato la compagna, provocandole gravi lesioni.
La reiterazione e le minacce
Per il primo episodio l’uomo era stato prosciolto dopo la remissione della querela. La ripetizione, a distanza di pochi mesi, di condotte ritenute analoghe ha però portato la Procura a chiedere una misura cautelare a tutela della donna.
Agli episodi di violenza si aggiungerebbero anche alcuni messaggi minacciosi inviati dopo che l’uomo aveva saputo della seconda querela. Nei testi, secondo quanto riportato dagli inquirenti, comparirebbero frasi come la paghi, spero che crepi e tu sei finita. I messaggi sono considerati un ulteriore elemento a sostegno del rischio di reiterazione delle condotte violente.
Il divieto di avvicinamento impedisce all’indagato di avvicinarsi alla compagna e ai luoghi da lei frequentati, secondo quanto previsto dal provvedimento. Le contestazioni si collocano nella fase delle indagini e dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.