Scuola dell’infanzia, 11 docenti riassegnate: protesta dei sindacati

Cisl e Cgil chiedono un confronto urgente sui provvedimenti adottati alla vigilia dell’avvio delle lezioni

È scontro sulla riorganizzazione interna dell’organico della scuola dell’infanzia dell’Istituto comprensivo di Savignano. La Cisl Scuola Romagna contesta lo spostamento e la riassegnazione di 11 docenti di ruolo su 26, pari a quasi il 45% del personale stabile, in tre dei quattro plessi dell’istituto. Secondo il sindacato, il cambiamento rischia di compromettere la continuità educativa e didattica di numerose sezioni alla vigilia dell’avvio delle lezioni.

Le insegnanti coinvolte, riferisce la Cisl, sarebbero state convocate nel mese di agosto per ricevere comunicazione degli spostamenti. Una di loro avrebbe successivamente presentato domanda di pensionamento. Il sindacato sostiene inoltre che almeno alcune delle altre docenti, se fossero state informate per tempo della possibilità di essere trasferite all’interno dell’istituto, avrebbero potuto valutare la richiesta di assegnazione ad altre scuole.

La contestazione della Cisl

Alessio Gaudioso, segretario generale della Cisl Scuola Romagna, definisce la decisione grave e priva di ragionevolezza pedagogica. A suo giudizio, trasferire quasi metà dell’organico significa interrompere percorsi educativi già avviati e legami affettivi ritenuti essenziali per la crescita dei bambini, generando disorientamento tra alunni e famiglie.

La continuità didattica, sottolinea l’organizzazione sindacale, non sarebbe un principio astratto, ma un elemento centrale per il benessere dei più piccoli e per la qualità del percorso educativo. Dei quattro plessi dell’istituto, indicati come X, Y, Z e Q, soltanto quest’ultimo non sarebbe interessato dallo spostamento di docenti di ruolo.

La Cisl chiede alla dirigenza dell’Istituto comprensivo di Savignano l’avvio di una procedura di confronto urgente, prevista dalle norme contrattuali, e sollecita un passo indietro attraverso la revoca o la revisione dei provvedimenti. L’obiettivo dichiarato è valutare l’impatto delle decisioni su bambini, famiglie e personale, oltre a verificare l’esistenza di soluzioni alternative.

La richiesta di accesso agli atti

Il sindacato ha già presentato una richiesta di accesso agli atti per acquisire la documentazione relativa alle decisioni e ai criteri utilizzati per gli spostamenti. La Cisl afferma di voler chiarire le ragioni di una riorganizzazione di tali dimensioni e annuncia che continuerà a seguire la vicenda, riservandosi ulteriori iniziative sindacali.

Sulla questione è intervenuta anche la Flc Cgil Forlì-Cesena, che parla di una situazione grave e contesta un sistema ritenuto incapace di tutelare la continuità didattica e la dignità del personale. Secondo la federazione, lo spostamento di quasi metà del corpo docente rischia di spezzare i legami educativi, pedagogici e affettivi in una fase delicata della crescita.

Alexander Fiorentini, segretario generale della Flc Cgil Forlì-Cesena, chiede all’Ufficio scolastico territoriale e alla dirigenza dell’istituto di assumersi le proprie responsabilità. Il sindacato considera la scuola dell’infanzia un presidio sociale del territorio e sollecita interventi immediati. Nel testo diffuso dalle organizzazioni dei lavoratori non sono riportate le motivazioni della dirigenza scolastica né una replica dell’amministrazione alle contestazioni.