È scontro sulla distribuzione di siringhe sterili, profilattici e kit per prevenire l’overdose nell’ambito delle attività rivolte alle persone con dipendenze. A criticare l’iniziativa è Stefano Cavedagna, europarlamentare di Fratelli d’Italia, che chiede di interrompere il protocollo per il trattamento delle dipendenze coordinato dal Comune di Bologna insieme ad Ausl e Asp.
Il documento è stato pubblicato dall’area Welfare di Palazzo d’Accursio e si inserisce nella strategia di riduzione del danno, attiva in città dal 1994. Secondo Cavedagna, la distribuzione degli strumenti di protezione finirebbe però per legittimare il consumo di sostanze. L’esponente di FdI ha richiamato anche la precedente polemica sulla distribuzione di pipe per il crack, definita da lui un metodo per diminuire il danno.
La contestazione di Fratelli d’Italia
In una dichiarazione, Cavedagna sostiene che l’amministrazione comunale, insieme ad Asp, starebbe educando al consumo consapevole di sostanze. Da qui l’accusa secondo cui il Comune utilizzerebbe risorse pubbliche per insegnare a chi assume droga come farlo in modo consapevole.
L’europarlamentare collega la scelta anche alla situazione dello spaccio in città e afferma che l’amministrazione guidata da Matteo Lepore rischierebbe di legittimare sia il consumo sia il commercio di sostanze. Cavedagna domanda inoltre quanto costi l’iniziativa e chiede che le risorse vengano destinate alla sicurezza e al contrasto del degrado. La richiesta finale è di bloccare il protocollo e la spesa collegata, evitando, secondo la sua posizione, l’utilizzo di fondi dei cittadini per acquistare siringhe destinate alle persone tossicodipendenti.
La replica dell’amministrazione
Il Comune ha risposto ricordando che la distribuzione di strumenti di protezione dall’overdose viene svolta a Bologna dal 1994, grazie all’Ausl in accordo con l’amministrazione, e che il modello è stato successivamente adottato da numerose altre città italiane.
Palazzo d’Accursio ha inoltre richiamato il quadro sanitario nazionale. Dal 2017, ha spiegato l’amministrazione, la riduzione del danno è compresa nei Livelli essenziali di assistenza, cioè nell’insieme delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire ai cittadini.
Nella replica viene citata anche l’indicazione dell’Istituto superiore di sanità sulla disponibilità di aghi e siringhe sterili nei servizi per le dipendenze, come i SerD e i SerT, oltre che nelle unità mobili e nei servizi a bassa soglia. Il Comune definisce la riduzione del danno una pratica consolidata, adottata in molti Paesi e in numerose città italiane, comprese alcune amministrate dal centrodestra.
Secondo l’amministrazione, questo approccio avrebbe contribuito, fin dagli anni dell’emergenza eroina, a salvare vite, ridurre infezioni e overdose e contenere i contagi da Aids. A sostegno della strategia, la nota cita infine centinaia di studi scientifici italiani e internazionali.