Giovanni De Peppo, esponente di Sinistra Italiana, interviene sul futuro dell’area degli orti urbani di via Goito a Livorno. Il terreno è stato assegnato attraverso una procedura d’asta e l’impresa edile aggiudicataria ha manifestato l’intenzione di procedere con il progetto previsto.
Il Comune di Livorno, attraverso il sindaco Luca Salvetti e l’assessore all’urbanistica Viviani, ha già illustrato la propria posizione sull’area. De Peppo propone invece di aprire un confronto con l’impresa guidata da Frangerini, con l’obiettivo di trasferire l’intervento in un’altra zona e preservare lo spazio oggi occupato dagli orti.
La proposta di mediazione
Secondo l’esponente politico, l’area ha assunto negli anni un valore che va oltre la sua proprietà privata. In precedenza era utilizzata per coltivazioni; successivamente alcuni cittadini hanno realizzato orti destinati a esigenze personali, familiari e sociali. De Peppo riconosce la legittimità dell’aggiudicazione, ma chiede di valutare il contesto ambientale e sociale maturato nel tempo.
La proposta consiste nel cercare un accordo con l’impresa, che ha investito circa un milione di euro per aggiudicarsi l’area, individuando un sito alternativo dove realizzare le costruzioni. De Peppo indica, in particolare, aree già interessate da interventi o considerate degradate. In questo modo, sostiene, sarebbe possibile salvaguardare gli orti senza negare all’operatore privato la possibilità di costruire.
Per l’esponente di Sinistra Italiana, Livorno dovrebbe limitare il nuovo consumo di suolo e puntare piuttosto sul recupero del patrimonio abitativo esistente. A suo giudizio, la quota di area destinata al Comune, pari all’80 per cento, non sarebbe sufficiente a compensare gli effetti dell’edificazione, che comprenderebbe anche parcheggi e opere connesse.
Il futuro dell’area
De Peppo immagina per via Goito una grande area verde a disposizione della comunità cittadina, arrivando a definirla il possibile Central Park di Livorno. Nel descrivere il luogo, richiama la presenza della vegetazione spontanea, il silenzio e il canto degli uccelli. Elementi che, secondo la sua valutazione, renderebbero l’area particolarmente delicata e meritevole di tutela.
L’esponente politico precisa che la mobilitazione non nasce come una contrapposizione personale al sindaco o alla giunta. La richiesta, spiega, riguarda la salvaguardia di uno spazio che potrebbe essere lasciato alle generazioni future. Il comitato, aggiunge, non avrebbe avuto le risorse necessarie per partecipare all’asta e chiede quindi all’amministrazione di assumersi un ruolo nella ricerca di una soluzione condivisa.
Tra le ipotesi citate da De Peppo compare anche Casa Firenze, struttura che considera recuperabile attraverso un intervento edilizio. Il riferimento rientra nella proposta di spostare la costruzione in un’area alternativa, mantenendo invece libero il terreno di via Goito.
Nel frattempo, riferisce De Peppo, alcuni orti sono stati abbandonati e altri cittadini stanno smontando i pallet utilizzati per delimitare le porzioni di terreno. La progressiva riduzione degli orti, tuttavia, non cambia il carattere più ampio della mobilitazione, che punta a una mediazione tra gli interessi dell’impresa aggiudicataria e la tutela di un’area considerata di rilievo per la città.