Le imprese turistiche italiane fanno registrare una crescita nell’accesso al credito. Tra aprile 2025 e marzo 2026, gli importi dei finanziamenti concessi alle società di capitali del settore sono aumentati di circa il 7% rispetto ai dodici mesi precedenti. Il dato emerge dall’Osservatorio Crif dedicato alle imprese del turismo e si inserisce in un quadro di domanda ancora positiva, sia sul mercato interno sia su quello internazionale.
L’incremento dei finanziamenti riguarda un comparto che presenta però livelli di solidità differenti. Alla fine del 2025, il tasso di default delle società di capitali attive nel turismo si è attestato al 4,5%, sopra il 3,3% della media nazionale. La situazione appare più favorevole per agenzie di viaggi, tour operator e attività connesse, dove il tasso è risultato pari all’1,8%.
Rischio più contenuto per il travel organizzato
Per le imprese del travel organizzato il dato resta comunque in lieve peggioramento rispetto all’anno precedente, quando il tasso di default era dell’1,5%. Il comparto ricettivo si colloca al 2,4%, mentre la maggiore fragilità finanziaria è rilevata nei servizi di ristorazione, con un tasso del 5,6%.
Il confronto tra i diversi segmenti evidenzia quindi una situazione non omogenea. Da un lato, agenzie e operatori organizzati mostrano un profilo di rischio più contenuto rispetto alla media del turismo; dall’altro, l’aumento registrato in un anno segnala la necessità di monitorare l’evoluzione della posizione finanziaria delle imprese.
Ritardi nei pagamenti e fattori di rischio
Indicazioni differenziate arrivano anche dai pagamenti commerciali. Nel settore delle agenzie di viaggi, il 65,8% delle imprese registra ritardi, ma soltanto il 4,8% supera la soglia dei 90 giorni. Nella ristorazione, la quota di aziende con ritardi oltre questo limite sale al 7,1%.
Secondo l’analisi Crif, nei prossimi mesi il turismo dovrà fare i conti con un quadro geopolitico ancora incerto. Tra gli elementi di rischio vengono indicati l’aumento dei costi del trasporto aereo, le tensioni sui prezzi dell’energia e le possibili conseguenze sui flussi internazionali.
Il sistema turistico italiano comprende complessivamente circa 417mila imprese, di cui circa 17mila agenzie e attività collegate. I dati delineano un settore in crescita sul fronte della domanda e del credito, ma caratterizzato da differenze significative nella capacità di tenuta finanziaria dei singoli comparti.