Quando le temperature aumentano, possono comparire stanchezza improvvisa, gambe pesanti e una lieve difficoltà di concentrazione. Si tratta spesso della risposta dell’organismo al caldo, che attiva diversi meccanismi per disperdere il calore in eccesso e mantenere stabile la temperatura interna. Tra questi c’è la vasodilatazione periferica, cioè l’allargamento dei vasi sanguigni vicino alla superficie della pelle, che può determinare una riduzione della pressione arteriosa.
Perché il caldo può abbassare i valori
La dilatazione dei vasi consente di portare una maggiore quantità di sangue verso la pelle, favorendo la dispersione del calore. A questo effetto si aggiunge la sudorazione, con la conseguente perdita di acqua e sali minerali. La combinazione tra vasi più ampi e una lieve riduzione del volume dei liquidi circolanti può provocare la cosiddetta ipotensione da calore. Il fenomeno tende a essere più evidente nelle persone che hanno già valori pressori contenuti e può causare spossatezza nelle ore più calde.
Tra i segnali da riconoscere ci sono i capogiri improvvisi, soprattutto quando ci si alza dal letto o da una sedia. In questi casi si parla di ipotensione ortostatica. Possono comparire anche vista momentaneamente offuscata, sensazione di testa vuota, sudorazione fredda e difficoltà a concentrarsi. Riconoscere i sintomi permette di fermarsi e rallentare, lasciando al sistema cardiovascolare il tempo di compensare la variazione della pressione.
Le precauzioni nella vita quotidiana
Per contrastare il disturbo è utile bere acqua con regolarità durante la giornata, senza aspettare di avvertire la sete. Un’alimentazione basata su frutta fresca e verdure di stagione può contribuire a reintegrare i liquidi e i sali minerali persi con la sudorazione. Secondo il testo, in condizioni ordinarie non è necessario ricorrere a integratori commerciali di potassio e magnesio.
Anche i cambi di posizione richiedono attenzione. Prima di alzarsi da seduti o da sdraiati è preferibile muovere i piedi e contrarre i polpacci per alcuni secondi, evitando movimenti bruschi. La contrazione muscolare favorisce il ritorno del sangue verso l’alto e può aiutare a prevenire un calo improvviso. Sono inoltre consigliati pasti leggeri e frequenti, perché quelli troppo abbondanti possono accentuare sonnolenza e fiacchezza dopo aver mangiato.
Nella maggior parte dei casi l’ipotensione legata al caldo è temporanea. È però opportuno confrontarsi con il medico se si assumono farmaci antipertensivi: le alte temperature possono potenziarne l’effetto e rendere necessaria una valutazione del dosaggio. Le terapie non devono essere sospese o modificate autonomamente. Un consulto è indicato anche in presenza di svenimenti o di capogiri persistenti nonostante una corretta idratazione.