Emilia-Romagna

Mercato e avvio in salita: tifosi tra dubbi e attese

Dopo due sconfitte, il gruppo cerca risposte offensive mentre la campagna trasferimenti alimenta discussioni.

Il Bologna aveva iniziato l’estate con un obiettivo preciso: ridurre l’organico, ottenere risorse economiche dalle cessioni e allestire una squadra in grado di competere per le prime dieci posizioni. Secondo l’analisi del mercato, Sartori e Di Vaio hanno centrato il primo e il secondo punto, ma restano interrogativi sulla qualità complessiva della formazione costruita.

Le partenze e i nuovi innesti

Tra gli addii più pesanti figurano quelli di Lucumi, la cui partenza era attesa da tempo, di Castro e di Freluer, lasciato libero dopo mesi di discussioni sul possibile rinnovo. A queste operazioni si sono aggiunti il trasferimento di Ravaglia al Watford, i prestiti di Dallinga e Dominguez e il mancato riscatto di Joao Mario dalla Juventus.

In entrata sono arrivati due attaccanti centrali, Piccoli e Dovbyk, oltre all’esterno Alhassane, al giovane argentino Amondarain, al difensore belga Theate e all’ex juventino Mbangula. Quest’ultimo è stato ingaggiato nelle fasi finali della sessione per sostituire Rowe, diretto all’Atalanta di Maurizio Sarri. Il giudizio sul confronto tra chi è partito e chi è arrivato resta però provvisorio: con appena due gare disputate, servirà tempo per valutare l’inserimento dei nuovi elementi.

Il verdetto delle prime partite

Il campo ha restituito finora un bilancio negativo: zero gol e zero punti, con due sconfitte contro la Lazio e a Bergamo. Il ko in trasferta è maturato al 96’, mentre in entrambe le partite il Bologna ha colpito un palo. La squadra ha inoltre incassato due reti su tre conclusioni complessive subite nell’arco di circa 200 minuti, un dato che rende ancora più amaro l’avvio.

Non sono mancati, tuttavia, alcuni segnali incoraggianti per Tedesco. La difesa, pur mostrando qualche ruvidità, ha retto in diversi momenti, mentre il centrocampo ha saputo adattarsi alle richieste tattiche dell’allenatore nonostante limiti nella costruzione del gioco. In attacco, Bernardeschi e Cambiaghi sono stati fermati dai legni, mentre Odgaard ha trovato sulla propria strada una parata decisiva di Mandas.

Il problema più evidente resta la mancanza di concretezza sotto porta. I nuovi attaccanti dovranno accelerare il proprio inserimento e contribuire a sbloccare una squadra ancora a secco di reti. Le ambizioni iniziali, legate alla possibilità di lottare per un piazzamento europeo, non sono cancellate, ma l’obiettivo appare oggi più prudente: provare almeno a inserirsi nella corsa per la Conference League.

Il rendimento delle prossime settimane sarà determinante per capire se le valutazioni critiche sul mercato troveranno conferma oppure se il lavoro quotidiano e una maggiore fortuna potranno cambiare il quadro. Intanto, tra i sostenitori rossoblù prevalgono dubbi e attese, alimentati da un avvio senza punti e dalla distanza percepita tra le cessioni e i rinforzi.