Il movimento contrario al raddoppio dell’inceneritore di Montale rilancia la mobilitazione. L’assemblea organizzata dal comitato nonCiStiamo al circolo Arci si è svolta in una sala gremita e si è conclusa con l’invito ai cittadini a partecipare alla prossima riunione della commissione consiliare, convocata alle 18.30 alla Smilea. Al centro dell’incontro ci sarà la consultazione popolare sull’impianto, la cui modalità deve ancora essere definita.
Il comitato punta a mantenere alta la pressione sul consiglio comunale, come già avvenuto durante la seduta straordinaria del 13 agosto. In quell’occasione, l’assemblea aveva approvato all’unanimità la decisione di procedere con una consultazione tra i cittadini. L’obiettivo dei contrari al progetto è ora ottenere indicazioni precise sul percorso e sollecitare una partecipazione ampia al confronto istituzionale.
Le contestazioni sull’impianto
Durante la serata sono intervenuti diversi cittadini. Barbara Innocenti ha sostenuto che la vicenda rappresenti una battaglia decisiva per Montale e ha invitato a non lasciare soli i consiglieri comunali. Vito De Carlo ha ricordato l’impegno attribuito al sindaco Betti a tenere conto dell’esito della consultazione. Il comitato ha inoltre comunicato l’adesione di Grasp-Alterpiana, associazione che nell’aprile 2025 ha sottoscritto un protocollo d’intesa con i Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Carmignano e Calenzano per l’Alleanza della tutela dell’Ecosistema.
Tra gli argomenti ripresi dagli intervenuti c’è la presenza dell’inceneritore sul territorio da circa 50 anni. De Carlo ha richiamato la posizione dell’impianto, in un’area interessata dall’alluvione del 2023 e circondata da abitazioni, sostenendo inoltre che parte delle ceneri residue sarebbe stata collocata sotto fabbriche della vicina zona industriale. Massimo Bartoli ha invece affermato che non sarebbe stata completata l’indagine epidemiologica avviata dopo lo sforamento delle diossine registrato nel 2007.
Richiesta di nuovi campionamenti
La dottoressa Patrizia Gentilini, da tempo impegnata nel dibattito sugli inceneritori, ha richiamato il ruolo del sindaco quale garante della salute pubblica. Nel suo intervento ha espresso forti preoccupazioni per le sostanze inquinanti associate all’impianto e ha riferito che sono stati aggiornati i limiti di pericolosità relativi alla presenza di diossine nell’organismo umano e negli animali. Gentilini ha quindi chiesto nuovi campionamenti per verificare la situazione attuale.
Il comitato ha annunciato altre iniziative pubbliche, tra cui nuovi incontri, una serata al circolo Arci prevista per il 7 settembre e una mostra fotografica dedicata all’inceneritore. L’associazione Grasp-Alterpiana ha intanto rivolto un appello a genitori e nonni di Montale, Agliana e Quarrata affinché si oppongano al progetto di ampliamento.