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Come gestire i liquidi durante i cammini: il quiz in otto domande

Quantità, tempi e scelte aiutano a limitare gli errori più comuni.

Perdere appena l’1% dei liquidi rispetto al peso corporeo può aumentare la sensazione di stanchezza, mentre una perdita del 5% può favorire la comparsa di crampi. L’idratazione è quindi uno degli elementi essenziali del benessere, soprattutto quando si affronta un’attività fisica intensa e prolungata come un cammino.

Sull’argomento circolano però indicazioni diverse, non sempre corrette. Il test propone otto domande sui comportamenti più adatti prima, durante e dopo una lunga camminata, considerando anche età, gravidanza, alimentazione e tipologia di acqua scelta.

Quanta acqua bere e quando farlo

La sete può comparire quando l’organismo ha già iniziato a risentire di una carenza di liquidi. Per questo, secondo il test, è utile bere sia durante i pasti sia fuori pasto. Viene inoltre citato uno studio dell’American Chemical Society di Boston, secondo cui bere due bicchieri prima di mangiare può contribuire a ridurre l’apporto calorico e a mantenere il peso in equilibrio.

Un’altra ricerca, pubblicata dall’American Journal of Epidemiology, associa il consumo di più di cinque bicchieri d’acqua al giorno a una probabilità di infarto inferiore del 41% rispetto a chi ne beve meno di due. Il testo invita comunque a non esagerare, perché un eccesso di liquidi può sottoporre i reni a un carico inutile.

Non sarebbe invece necessario scegliere sempre un’acqua molto povera di minerali. Il test suggerisce di alternare le diverse tipologie, compresa quella del rubinetto, valutando le proprie esigenze. In caso di ritenzione idrica, l’indicazione riportata è preferire un’acqua con basso contenuto di sodio.

Camminate, gravidanza e reintegro

Durante una camminata lunga, la strategia indicata è sorseggiare acqua prima, durante e dopo l’attività. Bere con regolarità aiuta a contrastare la disidratazione, che può ridurre le forze, accentuare la stanchezza e favorire i crampi muscolari. Se ci si sente affaticati, il testo propone di associare all’acqua una banana, fonte di carboidrati, potassio e vitamina B6.

Il fabbisogno idrico non è uguale per tutti. In gravidanza aumenta: dal terzo mese il test indica 300 millilitri in più al giorno rispetto ai due litri considerati come riferimento. Durante l’allattamento, la quota riportata è di 2,5-3 litri quotidiani. Per i bambini, i valori indicati dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare sono 1300 millilitri tra i 2 e i 3 anni, 1600 tra i 4 e gli 8 anni, 1900 per le bambine fino ai 13 anni e 2100 per i ragazzi.

Per reintegrare i liquidi è preferibile bere a piccoli sorsi. Mandare giù rapidamente grandi quantità può accelerare il passaggio dell’acqua nella vescica e lo stimolo a urinare. Anche in inverno, secondo il testo, il corpo elimina acqua attraverso il sudore: la quantità indicata è di circa 200 millilitri al giorno.

Tra gli alimenti, il centrifugato di verdure viene indicato come una soluzione ricca di liquidi e sali minerali. Il test suggerisce di diluirlo con acqua oligominerale in rapporto uno a due. Al contrario, l’alcol aumenta la diuresi e favorisce la perdita di liquidi; salame e noccioline salate accrescono soprattutto la sete.

Le risposte corrette sono: 1C, 2B, 3C, 4B, 5C, 6A, 7C e 8A. Chi totalizza da zero a quattro risposte dovrebbe prestare maggiore attenzione ai segnali di possibile disidratazione, come urine concentrate e scure, crampi e minore attenzione. Tra cinque e sette risposte, il consiglio è continuare a curare le proprie abitudini includendo frutta e verdura, alimenti che contribuiscono all’apporto di liquidi. Con otto risposte esatte, il risultato del test indica una buona conoscenza delle regole di idratazione.