Dal 5 settembre all’8 novembre 2026, gli spazi espositivi del Museo della Carta ospiteranno Hypernatura, mostra personale dell’artista emiliana Alice Padovani. L’inaugurazione è prevista sabato 5 settembre alle ore 18. Il progetto nasce dal confronto tra la tradizione cartaria locale, la natura della Valle delle Cartiere e una ricerca artistica concentrata sul rapporto tra ordine e caos, classificazione scientifica e memoria della materia.
Tra natura, archivi e metamorfosi
Il percorso riunisce opere su carta caratterizzate da una stratificazione di segni, texture e riferimenti al mondo vegetale e animale. La spinta tassonomica di Padovani si traduce nell’impiego di elementi d’archivio, innesti e etichette classificatorie, utilizzati per ricomporre una natura enigmatica e sotterranea.
Le serie Ombre, Apparato Radicale e Underground affrontano i temi della metamorfosi e della dissoluzione, con un’indagine che si muove idealmente tra sottosuolo, inconscio e dimensioni non visibili. In Innesti, frammenti scheletrici marini, tra cui vertebre di squalo, entrano in relazione con elementi della fauna e della flora terrestre, dando forma ad anatomie impossibili. Entropia presenta invece una cascata di ali di farfalla trattenute da spilli d’ottone smaltato: l’ordine della classificazione si confronta con la trasformazione della materia.
Un’altra sezione della mostra interviene su reperti cartacei d’epoca, come stampe botaniche ottocentesche, carte modello per la sartoria degli anni Cinquanta e antiche mappe geografiche. Foglia d’oro, campiture a china e insetti spillati modificano questi materiali, creando una sovrapposizione tra epoche e una rilettura personale del sapere documentato.
La memoria personale e il legame con il territorio
La componente autobiografica emerge in Reminiscence bump, installazione composta da circa quindici scatole di cartone che custodiscono i diari personali dell’artista, relativi agli anni dal 1994 al 2007, ridotti a strisce. Un solo volume raccoglie le frasi salvate dal macero. In Lettere a me, del 2026, le memorie private sono annodate da un cordino rosso all’interno di un’installazione alta tre metri. Completa il progetto la video-performance Continuum. Prospettiva n°1: il quaderno, realizzata nel 2020, dedicata alla reiterazione del gesto come pratica rituale e meditativa.
Le opere, realizzate dal 2017 a oggi, sono affiancate da un progetto inedito site-specific sviluppato durante la residenza dell’artista all’interno del Museo della Carta. Padovani ha lavorato sulla tradizione manifatturiera con il supporto dei maestri cartai dell’Associazione Lavoratori Anziani della Cartiera e sulla relazione con le impronte della Valle. La fase successiva ha riguardato le filigrane storiche, con la collaborazione di Filippo Cantoni di Toscolano Paper.
Le antiche impronte impresse nella carta vengono così ampliate e collegate fino a evocare una rete simile a un micelio vegetale, capace di mettere in relazione la storia della manifattura locale, il tempo geologico e l’ambiente circostante. Attraverso installazioni, sculture, disegni e performance, Hypernatura propone una riflessione sul rapporto tra essere umano, memoria collettiva e forza della Terra.
Alice Padovani è laureata in Filosofia e Arti visive. Dopo un’esperienza nel teatro contemporaneo, ha sviluppato un percorso nelle arti visive, partecipando a mostre personali e collettive, fiere e rassegne e ottenendo premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. I suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private. La mostra sarà visitabile fino all’11 ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 18; dal 17 ottobre all’8 novembre sarà aperta il sabato e la domenica, sempre dalle 10 alle 18. L’ingresso è compreso nel biglietto del Museo della Carta. Informazioni sul sito valledellecartiere.it e all’indirizzo info@valledellecartiere.it.