È un 33enne di Monza, con precedenti penali e problemi di tossicodipendenza, l’uomo arrestato dopo il caos scoppiato al termine di Atalanta-Bologna, davanti allo stadio di Bergamo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, avrebbe guidato a forte velocità un furgone risultato rubato, danneggiando alcuni veicoli e andando a scontrarsi con l’auto di servizio della stazione di Bergamo Alta.
Nel violento impatto sono rimasti feriti due militari: il vice comandante, dimesso con una prognosi di 10 giorni, e un appuntato, a cui sono stati assegnati cinque giorni. La vettura dell’Arma, l’unica in dotazione alla stazione, è rimasta inutilizzabile. Il conducente è stato fermato anche grazie all’intervento di alcuni tifosi presenti in strada dopo la partita.
La fuga dopo il presunto tentativo di furto
I fatti sono iniziati a circa dieci minuti dalla fine dell’incontro, in via Tito Livio, dove i militari stavano svolgendo il servizio di ordine pubblico. Una Fiat 500 era ferma perché un furgone, posizionato in retromarcia davanti a un passo carrabile, impediva il passaggio. Poco dopo, i carabinieri hanno sentito un forte rumore metallico e hanno visto il mezzo allontanarsi rapidamente.
Quando l’auto si è spostata, i militari hanno trovato a terra uno scooter e uno scivolo in metallo utilizzato per caricare i veicoli sui rimorchi. Da qui il sospetto che il conducente stesse tentando di portare via la moto. Con l’aiuto dei passanti, i carabinieri lo hanno individuato in viale Giulio Cesare, mentre molti tifosi stavano lasciando l’area dello stadio.
Il furgone si è trovato davanti a un cantiere che ne bloccava la fuga. Ha quindi ingranato la retromarcia tra le persone, urtato alcune moto e colpito un’auto parcheggiata, per poi ripartire nella direzione della pattuglia. I militari hanno acceso i lampeggianti e usato gli abbaglianti, ma il mezzo è finito contro la loro vettura. Dopo l’apertura degli airbag, i carabinieri sono scesi dall’auto e hanno inseguito il 33enne, che nel frattempo aveva tentato di allontanarsi.
La misura disposta dal giudice
L’uomo, identificato come Edoardo C., è stato portato davanti alla giudice Donatella Nava per la direttissima. Il militare intervenuto all’udienza ha riferito che gli sono state messe le manette e che il 33enne è stato trasferito rapidamente nell’auto di servizio per proteggerlo dalla folla, diventata sempre più ostile.
Durante l’udienza l’indagato ha sostenuto di non aver voluto colpire la pattuglia né provocare danni. Ha dichiarato di essere stato ubriaco e di aver assunto cocaina nel pomeriggio, spiegando di essere arrivato a Bergamo con alcuni amici per bere e divertirsi. Ha inoltre mostrato i segni al volto, affermando di essere stato picchiato dai tifosi. Ha negato di voler rubare lo scooter e ha detto di non avere la patente.
L’arresto è stato convalidato per fuga pericolosa, reato previsto dal Codice della strada con pene da sei mesi a cinque anni. La polizia stradale procede separatamente per le ipotesi di lesioni e ricettazione. La Procura aveva chiesto i domiciliari, mentre la difesa aveva sollecitato la libertà o una misura meno restrittiva, richiamando il lavoro stabile dell’uomo e il suo percorso di dipendenza. La giudice ha disposto l’obbligo di firma quotidiano, sottolineando la gravità dei fatti e il pericolo creato durante la fuga.