Il Comune di Milano riapre agli operatori del car sharing a flusso libero, o free floating, con un avviso pubblico valido fino al 30 novembre 2030. La misura, approvata dalla giunta con una delibera del 6 agosto, punta a ridefinire le condizioni per la mobilità condivisa in una fase di forte trasformazione del settore.
Negli ultimi anni il numero delle vetture disponibili in città si è ridotto fino a circa 1.300 auto attive. A incidere sul ridimensionamento sono stati anche l’uscita di scena di alcuni servizi, tra cui Zity, e il cambio di modello adottato da Enjoy. Lo storico operatore di Eni ha infatti abbandonato il sistema basato sulla sosta libera sulle strisce blu per passare a un servizio station based, con prelievo e riconsegna negli Enjoy Point.
Flotte minime e copertura del servizio
Nel segmento del free floating puro restano attivi a Milano pochi operatori, tra cui Share Now, gestito da Free2move, ed E+Share Drivalia. Il nuovo bando consente la partecipazione a società private, soggetti pubblici o raggruppamenti, per una durata minima di 12 mesi e fino alla scadenza fissata nel 2030.
L’avviso stabilisce una flotta minima di 200 automobili della categoria M1 oppure di almeno 50 quadricicli L6e e L7e o veicoli commerciali leggeri N1. Gli operatori dovranno mantenere in servizio una quota compresa tra il 70% e il 90% dei mezzi, in base alla stagionalità. Per i quadricicli è richiesta la copertura dell’intera Cerchia Filoviaria 90-91, mentre per le automobili e i veicoli commerciali l’area servita dovrà estendersi per almeno 80 chilometri quadrati all’interno del territorio comunale.
I veicoli accreditati potranno continuare ad accedere liberamente ad Area B e Area C, oltre a sostare gratuitamente sulle strisce blu e gialle e negli stalli dedicati. Tra gli obblighi per i gestori figurano un call center attivo 24 ore su 24 e una sala operativa sempre raggiungibile. In caso di segnalazioni relative alla sicurezza del mezzo, anche attraverso attività di mystery client, l’auto dovrà essere disattivata tramite app entro un’ora e rimossa dalla strada entro otto ore.
Canoni ridotti per i veicoli elettrici
Il provvedimento introduce anche un sistema di incentivi legato alle emissioni. Dal 1° gennaio 2030 potranno circolare esclusivamente veicoli completamente elettrici o con emissioni inferiori a 20 grammi di CO2 per chilometro, oltre ai mezzi attrezzati per le persone con ridotta mobilità. Fino al 2029 resteranno ammessi anche modelli a benzina e ibridi conformi alla classe ambientale prevista, ma le vetture con motore termico non potranno superare i 100mila chilometri.
Il canone di occupazione del suolo pubblico sarà modulato in base alle emissioni: partirà da 200 euro al mese per i mezzi che superano i 121 grammi di CO2 per chilometro, scenderà a 100 e 50 euro per le fasce intermedie e sarà azzerato per i veicoli elettrici, per quelli destinati alle persone con disabilità e per i mezzi sotto la soglia dei 20 grammi.
Sono previsti ulteriori sconti per gli operatori che aumenteranno la quota di veicoli elettrici, estenderanno il servizio nei Comuni dell’hinterland o collegheranno gli aeroporti di Linate, Malpensa e Orio al Serio. Riduzioni potranno inoltre essere riconosciute per tariffe agevolate nelle fasce notturne o per i noleggi che iniziano o terminano fuori dalla Cerchia 90-91. Il bando consente infine di introdurre nei contratti un sistema Bonus/Malus: gli utenti considerati virtuosi potranno ottenere costi al minuto più bassi, mentre saranno applicate tariffe maggiorate a chi provoca incidenti con colpa.