Il Coordinamento dei comitati e delle associazioni torna a mobilitarsi contro il progetto che prevede la realizzazione di uno studentato nell’area dell’ex caserma IV Novembre. L’iniziativa contestata comporterebbe l’abbattimento di un bosco urbano esteso su circa 25mila metri quadrati. Per discutere della vicenda e delle possibili alternative, è stata organizzata un’assemblea pubblica il 18 settembre alle 20.45 al centro civico di San Rocco, in via D’Annunzio.
La contestazione sull’ex caserma
Il Coordinamento non mette in discussione la necessità di realizzare uno studentato a Monza, ma contesta la scelta dell’area. Secondo comitati e associazioni, il terreno dell’ex caserma, dopo la chiusura della struttura militare, è stato progressivamente colonizzato dalla vegetazione, fino a trasformarsi in un vero e proprio bosco urbano.
La presenza di diverse specie arboree era stata analizzata lo scorso anno da un esperto forestale contattato dal Coordinamento. Nel bosco sono stati individuati, tra gli altri, pioppo tremulo, pioppo bianco, pioppo cipressino, olmo, platano, robinia, bagolaro, sambuco, rosa canina e rovo bianco. In alcune zone, secondo la valutazione riferita dalle associazioni, ci sarebbero alberi adulti alti fino a 20 metri, mentre la maggior parte degli esemplari sviluppati, soprattutto pioppi e olmi, raggiungerebbe un’altezza compresa tra 14 e 16 metri.
L’appello all’amministrazione
Nei giorni scorsi il Coordinamento si era rivolto anche al sindaco Paolo Pilotto, chiedendo di ritirare il progetto alla luce del Piano nazionale per il ripristino della natura, attualmente in discussione a Bruxelles. Il piano rappresenta lo strumento con cui l’Italia dovrebbe applicare il Regolamento europeo 2024/199, noto come Nature Restoration Law, e prevede il recupero di ecosistemi terrestri, marini, agricoli e urbani degradati, con obiettivi fissati al 2030, 2040 e 2050.
Il Coordinamento sostiene che la tutela del bosco dovrebbe essere considerata nel quadro delle politiche europee per la biodiversità e il contrasto ai cambiamenti climatici. Al momento, tuttavia, non risultano cambiamenti rispetto all’intervento previsto. L’assemblea servirà quindi a illustrare le ragioni dell’opposizione e a mantenere aperto il confronto sul futuro dell’area.
Giorgio Majoli, referente del Coordinamento, critica la linea dell’amministrazione comunale, accusandola di proseguire, nonostante le promesse elettorali e le dichiarazioni sulla transizione ecologica, nel solco della precedente giunta di centrodestra guidata da Dario Allevi. Secondo Majoli, la città starebbe andando verso una crescente cementificazione e diventando sempre meno vivibile. Comitati e associazioni ribadiscono così la loro contrarietà al consumo di suolo e al taglio degli alberi nell’area dell’ex caserma.