La stazione di Limestre, sede dell’associazione Lettera Appenninica, ha ospitato il racconto di un viaggio lungo 9.288 chilometri, da Mosca a Vladivostok, a bordo della ferrovia transiberiana. A ripercorrere l’esperienza è stato Andrea Cuminatto, giornalista viaggiatore, che in poco meno di due ore ha accompagnato il pubblico lungo una delle tratte ferroviarie più conosciute al mondo.
Il percorso è stato messo a confronto con quello della ferrovia alto pistoiese, appena 16,5 chilometri di binari legati alla storia del territorio. Il riferimento alla linea locale ha trovato il proprio scenario nella stazione di Limestre, struttura del Trenino della Montagna, soppresso nel 1965 e recentemente scelta come sede dell’associazione Lettera Appenninica.
Sette giorni sui binari
Il viaggio raccontato da Cuminatto risale al 2019 ed è stato compiuto insieme alla fidanzata. La tratta da Mosca a Vladivostok misura 9.288 chilometri e può essere percorsa in sette giorni su un’unica linea, anche senza viaggiare necessariamente in modo consecutivo. Il servizio ferroviario procede in direzioni opposte a giorni alterni: un convoglio viaggia verso la capitale russa, quello del giorno successivo in direzione di Vladivostok. Nel racconto, l’esperienza complessiva viene descritta come un itinerario della durata di circa tre settimane.
La narrazione ha alternato informazioni geografiche, dettagli pratici e curiosità legate ai luoghi attraversati. Tra le tappe citate c’è il lago Baikal, lungo 636 chilometri e largo 48, al quale il racconto attribuisce il 20 per cento delle risorse idriche del pianeta. Il viaggio prosegue poi fino a Tjumen, dove nel centro storico si trova la strada o piazza dei gatti, lungo via Pervomajskaja.
Storie lungo la ferrovia
In quella zona sono collocate 12 statue di gatti in ghisa, dipinte con una vernice color oro chiaro. Le sculture ricordano i gatti siberiani che, durante la Seconda guerra mondiale, furono inviati da Tjumen e da altre città della Siberia per contribuire a salvare l’Hermitage e la città dai ratti che l’avevano invasa.
Il racconto ha descritto anche le diverse sistemazioni disponibili durante il tragitto: dalle camerate da 54 posti alle cabine con due o quattro letti. La varietà delle soluzioni, insieme alla durata del percorso, restituisce l’idea di un’esperienza che richiede capacità di adattamento e disponibilità a condividere spazi e tempi del viaggio.
Cuminatto ha proposto il percorso unendo dati verificabili e aneddoti, con l’obiettivo di restituire non soltanto la dimensione geografica della tratta, ma anche quella quotidiana. Ne è emerso il profilo di un itinerario dai costi descritti come contenuti, rivolto a chi intende affrontare un lungo spostamento ferroviario attraverso la Russia e la Siberia.