La Polizia Locale di Montale ha rimosso alcuni striscioni con la scritta No inceneritore, dando origine a una polemica politica e sui social. Il comandante Riccardo Duilio ha spiegato che l’intervento è stato disposto per ragioni di sicurezza e in applicazione del regolamento di polizia urbana, senza alcun riferimento al contenuto dei messaggi.
Secondo il comandante, durante una ricognizione è emersa la presenza di installazioni fissate in modo precario o collocate in punti potenzialmente pericolosi per la circolazione. Particolare attenzione è stata riservata allo striscione sistemato al sottopasso ferroviario, che, in caso di caduta, avrebbe potuto creare un rischio per le persone e i veicoli.
Le motivazioni della Polizia Locale
Altri striscioni si trovavano in corrispondenza di intersezioni stradali, tra cui quella tra via Tobagi e via Garibaldi, oppure in posizioni che avrebbero potuto distrarre gli automobilisti. Duilio ha richiamato l’articolo 23 del Codice della strada, che vieta cartelli e manifesti capaci di distogliere l’attenzione con conseguenze per la sicurezza della circolazione.
Il regolamento di polizia urbana prevede inoltre che gli striscioni debbano essere autorizzati. Un’installazione collocata davanti a villa Smilea, all’interno di una proprietà privata, è stata invece rimossa autonomamente dai proprietari dopo il confronto con gli agenti. Il comandante ha ribadito che il provvedimento non è stato determinato dalle opinioni espresse negli striscioni.
Le reazioni politiche e del comitato
La rimozione ha comunque provocato una vivace discussione. Lorenzo Bandinelli, capogruppo del centrodestra, ha annunciato la richiesta di chiarimenti all’amministrazione e un accesso agli atti per ottenere copia dell’ordine di servizio con cui sarebbe stata disposta l’operazione. Bandinelli ha definito la vicenda inaccettabile e antidemocratica.
Critiche sono arrivate anche dal comitato NonCiStiamo, che ha chiamato in causa il sindaco Ferdinando Betti e ha sostenuto che la rimozione rappresenti un tentativo di cancellare le voci critiche. Il comitato ha invitato i cittadini a raddoppiare gli striscioni sui balconi e nelle proprietà private, contestando le priorità dei controlli sul territorio.
Interpellato telefonicamente, il sindaco Ferdinando Betti ha dichiarato di essere del tutto all’oscuro dell’intervento. Il comandante Duilio ha infine precisato che l’attività della Polizia Locale è documentata in un rapporto di servizio e che la relativa documentazione può essere consultata attraverso un regolare accesso agli atti, secondo quanto previsto dall’articolo 22 della legge 241 del 1990.