Lombardia

Raffaello, la Dama col liocorno sarà al MUST

Dipinto custodito presso la Galleria Borghese: accesso libero all’appuntamento istituzionale

La grande arte torna in Brianza con un nuovo appuntamento dedicato a uno dei protagonisti del Rinascimento. Al MUST, Museo del Territorio Vimercatese, verrà esposta La Dama col liocorno di Raffaello, opera proveniente dalla Galleria Borghese. L’iniziativa rientra nella quarta edizione del progetto La Grande Arte in Brianza, promosso dalla Fondazione Costruiamo il Futuro ETS.

La presentazione ufficiale alla stampa è in programma lunedì 7 settembre a Palazzo Trotti. Nel corso dell’incontro sarà illustrato il progetto di quest’anno, intitolato Il divino Raffaello. La dama col liocorno. Al momento, invece, non è stata ancora comunicata la data dell’inaugurazione dell’esposizione. L’ingresso all’iniziativa è indicato come gratuito.

La presentazione del progetto

All’appuntamento parteciperanno il sindaco di Vimercate Francesco Cereda, il presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro ETS Maurizio Lupi e la vicepresidente Elisa Mattavelli. Saranno presenti anche Giovanni Morale, curatore e vicedirettore delle Gallerie d’Italia di Milano, Mattia Seira, responsabile delle relazioni con i territori di Edison, ed Elena Lah, assessora alla Promozione della città.

L’arrivo del dipinto di Raffaello prosegue il percorso avviato nelle precedenti edizioni del progetto. L’anno scorso, a Carate Brianza, era stato presentato un capolavoro di Tiziano, mentre nel 2025 a Merate, in provincia di Lecco, era stato esposto un dipinto di Caravaggio. La nuova tappa dedicata all’artista urbinate porta quindi nel Vimercatese un’opera proveniente da una delle principali collezioni d’arte italiane.

Il soggetto e le attribuzioni

Il dipinto raffigura una fanciulla seduta davanti al parapetto di un loggiato. La giovane indossa un abito con corsetto aderente e ampia scollatura, oltre a una collana in maglia d’oro con un pendente decorato da pietre preziose e da una perla a goccia. In grembo tiene un piccolo unicorno, tradizionalmente associato al simbolo della castità.

La storia dell’opera è stata ricostruita dalla Galleria Borghese. Fino al 1936 la figura femminile era identificata con Santa Caterina d’Alessandria: al posto dell’unicorno compariva una ruota dentata e sulle spalle era dipinto un pesante manto, che modificava il profilo della donna. Le radiografie eseguite in occasione degli interventi di restauro rivelarono inoltre, sotto l’unicorno, la presenza di un cane, elemento legato alla fedeltà coniugale.

In precedenza il dipinto era stato attribuito alla scuola del Perugino, a Francesco Granacci o al Ghirlandaio. Dopo il restauro, la critica si è orientata in modo generalmente concorde verso l’attribuzione a Raffaello, già avanzata da Roberto Longhi nel 1927. L’opera è considerata un lavoro giovanile dell’artista e viene datata dagli studiosi in un arco compreso tra il 1506 e il 1509. È stata inoltre formulata l’ipotesi che possa trattarsi del ritratto di Maddalena Doni come promessa sposa, con una possibile datazione al 1504-1505.