La minaccia degli attacchi informatici è in aumento in Italia, insieme alle risorse destinate a proteggere imprese, amministrazioni pubbliche e infrastrutture. Il fenomeno riguarda da vicino anche Bologna e l’Emilia-Romagna, territorio caratterizzato dalla presenza di aziende manifatturiere, strutture sanitarie, università, servizi pubblici e operatori della logistica.
Nel 2025 la spesa italiana per la cybersecurity ha raggiunto 2,78 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dal rapporto Cybersecurity, Frodi e Data Privacy, realizzato da Deloitte nell’ambito della prima edizione di WeSec, il salone della sicurezza promosso da ABI e previsto a Milano il 22 e 23 settembre. Secondo le stime riportate nello studio, il 70% delle grandi aziende prevede di aumentare ulteriormente il budget nel 2026.
Gli eventi ostili e gli incidenti più gravi
I dati dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale indicano che nel 2025 sono stati trattati 2.729 eventi ostili, con una media mensile salita da 165 a 227. Gli incidenti con impatti confermati sono stati 615, il 7% in più rispetto all’anno precedente. Il Rapporto Clusit 2026, che considera gli episodi gravi e di dominio pubblico, ha censito invece 507 incidenti in Italia, contro i 357 del 2024: un incremento del 42% e una quota pari al 9,6% dei 5.265 casi rilevati nel mondo.
La Pubblica amministrazione è tra i comparti più esposti. Nel 2025 l’ACN ha rilevato oltre 1.100 eventi nel settore, che nel campione Clusit rappresenta più del 28% degli incidenti italiani. Il rischio riguarda sia i servizi digitali sia le banche dati pubbliche, oltre ai fornitori web dai quali dipendono più enti contemporaneamente.
I precedenti sul territorio
Un caso significativo per il sistema produttivo locale è quello di Bonfiglioli Riduttori, colpita nel 2019 da un ransomware. Il virus criptò alcuni file chiave e gli aggressori chiesero un riscatto di 350 Bitcoin, allora equivalente a circa 2,4 milioni di euro. L’azienda non pagò e, con l’intervento della Polizia Postale, riuscì a bloccare l’attacco attraverso operazioni di bonifica. Le attività di diverse sedi subirono rallentamenti e nello stabilimento di Forlì la produzione rimase ferma per un giorno.
Più pesanti furono le conseguenze dell’attacco del 28 novembre 2023 contro l’Ausl di Modena, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Ospedale di Sassuolo. L’intrusione provocò ritardi e disagi nell’erogazione di alcuni servizi sanitari, imponendo il ripristino progressivo dei sistemi e la riprogrammazione delle prestazioni. In seguito, l’Ausl comunicò anche la pubblicazione nel dark web di file contenenti dati, inclusi alcuni di natura sanitaria.
Nel settore manifatturiero, circa il 16% degli attacchi globali censiti contro il comparto ha colpito organizzazioni italiane. Ancora più marcata è stata la pressione su trasporti e logistica, con incidenti in aumento del 134,6% nel 2025. Tra le tecniche utilizzate figurano anche gli attacchi DDoS, diretti a rendere indisponibili siti e servizi attraverso un volume elevato di richieste.
La minaccia coinvolge infine cittadini e consumatori. La Polizia Postale ha trattato 51.560 casi nel 2025, 27.085 dei quali riconducibili al cybercrime. Le somme sottratte hanno superato 269 milioni di euro, il 16% in più rispetto all’anno precedente. L’intelligenza artificiale sta inoltre rendendo più credibili phishing, spear phishing, voci clonate e video deepfake, aumentando la capacità di replicare truffe e falsi investimenti. Il rapporto indica quindi la necessità di rafforzare non solo la prevenzione, ma anche la resilienza, la formazione del personale e il controllo dei rischi legati alle identità digitali e all’IA.