Un gruppo di ragazzi ha acceso un fuoco con legna ed erba secca all’interno dell’area del Palazzaccio, di fronte alla centrale elettrica. L’episodio, avvenuto sabato sera, è stato segnalato da un residente, che avrebbe richiamato i giovani prima di assistere alla loro fuga. Per entrare nell’area era stata tagliata la rete di recinzione.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, impegnati a spegnere le fiamme e a verificare l’assenza di ulteriori rischi, e la Polizia Locale. L’accaduto ha riacceso le preoccupazioni degli abitanti della zona Fiorita, che da tempo segnalano episodi di bivacco, intrusioni e condizioni di degrado nell’area circostante l’edificio storico.
La richiesta di maggiori controlli
A riportare l’episodio è una nota di Cesena Siamo Noi, che parla di un segnale preoccupante per la sicurezza del quartiere. Secondo il gruppo, l’accensione di un fuoco in uno spazio recintato, insieme al taglio della rete per accedere all’area, non sarebbe riconducibile a una semplice bravata. Ai residenti che hanno chiesto un aumento dei controlli, viene riferita la difficoltà operativa legata alla carenza di personale della Polizia Locale.
Cesena Siamo Noi sostiene inoltre che il bivacco si sarebbe progressivamente spostato dalla vicina area della stazione verso altre zone del quartiere, alimentando il timore tra gli abitanti. Il gruppo chiede all’Amministrazione di rafforzare i controlli e di intervenire prima che possano verificarsi conseguenze più gravi, sottolineando che la tutela degli spazi pubblici deve rimanere una priorità.
Il futuro dell’edificio storico
La formazione afferma di sollecitare da tempo interventi per la messa in sicurezza del Palazzaccio, che versa in condizioni fortemente degradate, con il tetto divelto e l’area esposta a intrusioni e utilizzi impropri. L’edificio, secondo quanto riportato nella nota, è tutelato dalla Soprintendenza e rappresenta una parte della memoria storica della città e del territorio.
Oltre alla manutenzione, Cesena Siamo Noi propone l’avvio di un percorso per individuare una possibile destinazione d’uso dell’immobile, coinvolgendo residenti, associazioni del quartiere, realtà della zona Fiorita e mondo universitario, a partire dalla Facoltà di Architettura. L’obiettivo indicato è trasformare il recupero in un’occasione di rigenerazione urbana e sociale. Per il gruppo, l’episodio deve spingere l’Amministrazione ad agire sia sul fronte dei controlli sia su quello del recupero del patrimonio storico.