Parlare di Marco Benvenuti significa ripercorrere una storia personale segnata dall’amicizia, dal basket e dalla capacità di affrontare le difficoltà senza rinunciare ai propri obiettivi. A farlo è Francesco Marinari, collega e amico conosciuto ai tempi del liceo classico Niccolini Guerrazzi. Un legame nato tra i banchi di scuola e cresciuto attorno alla passione comune per la pallacanestro.
Pur frequentando classi diverse, i due si incontrarono grazie al tifo per le squadre livornesi. Prima la Baker Livorno di Ray Sugar Richardson, poi la formazione nata dalla fusione tra Libertas e Pallacanestro. Successivamente arrivò il Don Bosco, protagonista della cavalcata dalla B1 alla Serie A. Benvenuti era un tifoso, ma già allora, secondo il ricordo di Marinari, mostrava un rapporto particolare con i giocatori e una naturale capacità di creare relazioni.
La passione per la pallacanestro
Quel carisma lo avrebbe accompagnato anche nella sua esperienza alla guida della Libertas. La presidenza, definita breve nel ricordo dell’amico, rappresentò per Benvenuti un ritorno nella sua Livorno dopo molti anni trascorsi negli Stati Uniti. La squadra amaranto era legata anche alla memoria familiare: con il padre Roberto, già sindaco della città, e la madre Stefania seguiva la formazione degli anni Ottanta, quella di Fantozzi.
Nel racconto di Marinari trovano spazio oltre trent’anni di amicizia, fatti di risate, viaggi e momenti condivisi. Un rapporto rimasto saldo anche dopo il trasferimento di Benvenuti negli Usa, avvenuto alla fine degli anni Novanta. Oltreoceano l’amico intraprese un percorso professionale nel settore della gestione alberghiera, trasformando una scelta rischiosa in una nuova fase della propria vita.
Dalla sicurezza all’impresa
Prima di dedicarsi all’imprenditoria, Benvenuti era stato capo dell’informatica in uno dei principali casino di Las Vegas. Lasciò quel lavoro sicuro per fondare Duetto, azienda impegnata nello sviluppo di strumenti software per il comparto alberghiero. Il programma realizzato dall’impresa, secondo quanto riferito nel ricordo, è oggi presente in settemila alberghi nel mondo.
Per Marinari, quella scelta rappresenta uno degli esempi più chiari della personalità di Benvenuti: la disponibilità a mettersi in gioco anche quando il percorso sembrava incerto. La malattia, affrontata senza tirarsi indietro, viene indicata come un’ulteriore prova della sua determinazione. Nel ricordo dell’amico, la capacità di reagire alle difficoltà si unisce alla volontà di inseguire i propri progetti.
Il ritorno alla presidenza della Libertas ha così assunto un significato particolare, come rientro nella città e nell’ambiente sportivo a cui era rimasto legato. Per gli amici di una vita, conclude Marinari, Benvenuti resterà un esempio di resilienza e passione, oltre che la persona con cui condividere una lunga storia nata sui banchi di scuola e proseguita dentro e fuori dai palazzetti.