Lombardia

L’ultimo saluto alla famiglia Angelucci dopo il disastro in Perù

Circa mille persone hanno partecipato alle esequie di Massimo, Elena e Lorenzo, deceduti durante sorvolo delle Linee di Nazca.

Nel pomeriggio di sabato 29 agosto, la Basilica di San Giuseppe ha accolto le esequie di Massimo Angelucci, Elena Sala e Lorenzo, morti nel disastro aereo avvenuto in Perù durante le vacanze. Le tre bare, affiancate e coperte di fiori bianchi, sono state collocate davanti all’altare, in una chiesa gremita e attraversata da un profondo silenzio.

Massimo Angelucci aveva 58 anni, la moglie Elena Sala 57 e il figlio Lorenzo 24. I tre erano deceduti il 1 agosto nell’incidente avvenuto durante il sorvolo delle Linee di Nazca. Alla cerimonia hanno partecipato circa mille persone, all’interno della basilica e sul sagrato, nel giorno del lutto cittadino proclamato per accompagnare la famiglia nell’ultimo saluto.

La celebrazione in basilica

La funzione è stata officiata da monsignor Bruno Molinari, prevosto uscente, affiancato da altri cinque sacerdoti. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale erano presenti il sindaco Alberto Rossi, il vicesindaco William Viganò e il gonfalone abbrunato. Ha partecipato anche Oscar Bonafè, vicesindaco di Lissone, comune in cui aveva sede la Ima Tecno, l’azienda di cui Massimo Angelucci era titolare.

Nel corso dell’omelia, don Emanuele Salvioni ha ricordato il legame della famiglia e il valore della loro vita condivisa. Il sacerdote ha parlato dell’amore come di una presenza capace di restare oltre la tragedia e ha rivolto ai tre un ringraziamento per l’affetto in cui avevano creduto e al quale si erano affidati. Ha inoltre sottolineato la testimonianza di una vita cristiana fondata sulla stima reciproca e sul riconoscimento delle qualità di ciascuno.

Massimo è stato ricordato come una persona coraggiosa, capace e intelligente. Elena è stata descritta come il sostegno e l’anima della famiglia, oltre che come il motore di scelte accoglienti. A Lorenzo il sacerdote ha dedicato parole legate alla sua apertura alla vita e alle opportunità che aveva iniziato a vivere. Rivolgendosi all’assemblea, don Salvioni ha ribadito che per la fede la morte non rappresenta l’ultima parola, ma apre a una comunione nuova in Cristo.

Il messaggio dell’Arcivescovo

All’inizio della funzione, don Giuseppe Conti ha letto una parte del messaggio di cordoglio dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Nel testo, il presule ha espresso vicinanza ai familiari e ha richiamato la speranza cristiana nella presenza di Gesù Risorto, anche di fronte a una tragedia improvvisa e incomprensibile.

Al termine della celebrazione sono stati condivisi i pensieri della sorella di Elena, Paola, della fidanzata di Lorenzo, Stefania, di un collega della Ima Tecno e di un altro familiare. Nella mattinata, nel Duomo di Monza, erano stati celebrati i funerali della famiglia Gianturco, le altre vittime italiane del disastro aereo, che si trovavano in vacanza insieme agli amici di Seregno.