Toscana

Cacciatori contro la gestione degli Atc pisani

L’associazione critica i vertici degli ambiti e chiede di destinare le risorse a natura, habitat e fauna

Gli Ambiti territoriali di caccia 14 e 15, che fanno riferimento al territorio pisano, sono al centro delle critiche dell’Associazione nazionale libera caccia. L’organizzazione contesta le modalità di gestione dei due Atc e chiede un cambiamento nella composizione dei gruppi dirigenti e nell’utilizzo delle risorse disponibili.

La posizione è stata espressa nel corso di una conferenza stampa dal vicepresidente dell’associazione, Piero Taddeini. Secondo quanto riferito, le cariche dirigenziali degli Atc sarebbero sostanzialmente immutate da circa vent’anni. Da qui la richiesta di una decisa inversione di rotta e della convocazione di un’assemblea, che non sarebbe stata organizzata da dieci anni, per consentire ai cacciatori di esporre critiche e proposte.

La richiesta sull’utilizzo delle risorse

Uno dei punti sollevati riguarda la disponibilità finanziaria dei due ambiti. L’associazione parla di un tesoretto complessivo superiore a 2 milioni e 700mila euro, accumulato con le quote versate dai cacciatori. A giudizio di Taddeini, queste somme dovrebbero essere destinate al territorio, alla tutela della natura, al contrasto della siccità, alla protezione degli habitat e al sostegno della fauna.

Tra le priorità attribuite alla gestione degli Atc ci sarebbe invece l’acquisto di un immobile dal valore di 450mila euro, destinato a diventare una sede unica. È su questo orientamento che l’Associazione nazionale libera caccia concentra una parte delle proprie contestazioni, chiedendo che le risorse vengano impiegate soprattutto per interventi legati all’ambiente e alla fauna.

Il calo previsto dei cacciatori

Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato il quadro demografico della categoria. L’associazione stima che, da qui al 2030, il numero dei cacciatori possa diminuire di circa il 40 per cento. Secondo la stessa organizzazione, l’aumento dei costi a carico dei singoli cacciatori si accompagna a una burocrazia sempre più articolata e all’innalzamento dell’età anagrafica degli iscritti.

Per l’Associazione nazionale libera caccia, questi elementi rendono necessario un rinnovamento della gestione e una riflessione sulle politiche degli ambiti territoriali di caccia. Taddeini ha quindi chiesto nuova linfa nei gruppi dirigenti e un confronto diretto con la base, sostenendo che le risorse economiche oggi disponibili debbano tradursi in azioni concrete a favore del territorio e della fauna.