Alla vigilia di Juventus-Parma ha parlato in conferenza stampa Luciano Spalletti. Queste le sue considerazioni e i temi trattati.
Il punto sulle condizioni dei giocatori?
“Non è disponibile Yildiz, McKennie per un affaticamento e lo stesso vale per Thuram, su cui valuteremo domattina. Poi sono tutti disponibili, con qualcosa che si è dovuto gestire durante la settimana”.
Come procede l’inserimento di Lucumí? Domani può partire titolare?
“Può succedere perché l’inserimento procede benissimo, è forte e un bravo ragazzo, però Kelly ha fatto benissimo la prima partita. Quindi al momento non c’è fretta, è una cosa che valuterò attentamente e siamo contenti di quello che ci sta offrendo Lucumí: a volte se non li hai sott’occhio ti puoi perdere qualcosa, invece ci sono tutte le qualità che avevamo visto e anche quella di saper stare in un gruppo in maniera splendida”.
È rimasto sorpreso dal clamore nato per le parole su Kolo Muani? Quelle dichiarazioni hanno pungolato il giocatore?
“Mi ero fatto un foglio con tutte le cose dette su Kolo Muani, invece è giunta solo quella lì. Abbiamo totale fiducia sulle qualità di Kolo Muani, siamo andati a prenderlo con un investimento importantissimo e vogliamo metterlo nelle condizioni di poterci restituire tutta quella fiducia che gli abbiamo dato. È un calciatore bravissimo nel venir incontro e quando inizia a galoppare diventa difficile recuperargli il terreno che si guadagna alla partenza: è velocissimo, morbido con i piedi a palleggiare con la squadra, viene in mezzo al campo e fa il trequartista, salta l’uomo, ma deve fare attenzione al fatto che non ha giocato moltissimo nell’ultimo periodo. Delle presenze che lui ha fatto le partite intere sono metà della metà, volevo alludere a questo, ha bisogno di giocare. Un calciatore come lui in quella situazione lì deve portare a casa roba, ho fatto molti più complimenti di quelli usciti fuori”.
Nella sua testa c’è qualcuno che può sostituire Yildiz o si aspetta qualcosa dal mercato?
“La società ha già preso calciatori che lo possono sostituire, perché Alajbegovic è abituato a giocare in quella posizione lì. I direttori lo conoscono più di me e hanno deciso di fare quest’investimento, siamo andati a prendere due-tre che ci alzassero il livello a livello caratteriale, poi abbiamo preso un paio di giovani interessanti. C’è Ekhator, c’è Alajbegovic, c’è Nico Gonzalez che dove le metti ti esegue quello che tu vuoi. Ci sono le alternative ma noi vogliamo lui: ci dispiace per quello che è successo, per la qualità del giocatore e la perfezione dell’uomo. Non è un infortunio come quello di un crociato, però richiede quella tempistica”.
Domani pensa di cambiare uomo per uomo o anche a un cambio tattico vista la doppia assenza sulla trequarti?
“Si rimane con l’idea di calcio che abbiamo proposto, quello che diventa fondamentale come squadra è avere l’equilibrio. E questo lo trovi dentro la partita, non riesci a metterlo a posto prima. Noi abbiamo possibilità di giocare con Alajbegovic lì, con Nico Gonzalez, con David, tutti giocatori che sanno giocare sotto la punta”.
Su Alajbegovic c’è troppa aspettativa o è normale sia così?
“Troppa aspettativa. È un ragazzo di 19 anni, che è venuto a giocare nella Juve per cui delle qualità le ha e ce le ha fatte anche vedere, poi è normale che adesso sia smanioso di far vedere tutte quelle che sono le sue potenzialità. Noi non ci faremo travolgere da questa cosa, ma anche per come il ragazzo è stato accolto nel gruppo e la sua naturalezza ad assorbire un po’ di pressione, sono convinto che riuscirà a far vedere il suo repertorio”.
Qual è stato l’impatto del discorso di Sinner sullo spogliatoio? Un commento sul sorteggio di Europa League?
“Sinner è stato carino come sempre, non è che ci ha fatto un discorso, ma è stato tutta la settimana con noi, lo si incontrava in palestra e nel nostro centro che lui ha trovato veramente di livello. Ha detto delle cose secondo me molto importanti, ha detto che “bisogna focalizzarsi sul gesto, sulla scelta da fare per togliere la pressione del momento” ed è una cosa che la dice lunga su quello che è il suo modo di ribaltare nella sua testa i momenti difficili della partita. E siccome lui è il Maradona del tennis bisogna andarle a capire bene le cose che dice. Sull’Europa League sono d’accordo con quello che ha detto Chiellini, per noi è anche una responsabilità per il calcio italiano: a leggerlo così crea la possibilità di essere fiduciosi, però poi le partite vanno giocate”.
Com’è secondo lei il mercato? Nico Gonzalez resta? Si aspetta Kessié?
“Il mercato si è scelto di farlo così, per cui bisogna accettarlo. Probabilmente bisogna trasformarlo in un’opportunità e non una difficoltà, i nostri direttori sono ancora lì che lavorano e lo faranno fino all’ultimo per cercare di perfezionare la squadra. Con Kessié penso che stiano parlando, poi sarà da vedere se ci si riesce, perché i parametri del Fpf sono stringenti per noi. Dobbiamo attenerci alle nostre possibilità, Kessié essendo a parametro zero è più facile di altri. Senza uscite diventa impossibile per noi portare gente dentro, se i direttori riescono a trovare la quadra Kessié può essere possibile. Su Nico siamo contenti se rimane con noi, non siamo disposti a regalarlo perché riteniamo che abbia un valore importante. È molto gioioso dentro il gruppo, sa giocare in più ruoli, con tante partite ravvicinate per noi è fondamentale alzare il livello e ritengo che la società l’abbia fatto con gli investimenti fatti. Non si tratta di avere qualità, ma avere il livello da Juventus. In passato sono venuti giocatori di qualità ma che non hanno evidenziato livello da Juve”.
Qual è il colpo in entrata che la incuriosisce di più e può spostare di più gli equilibri? È preoccupato delle condizioni di Thuram?
“Io sono contento di tutti, perché i direttori mi hanno interpellato su tutti e ho dato il mio assenso. Io sono fiducioso su Kolo Muani, soddisfatto di averlo preso e sono sicuro che diventerà un giocatore fortissimo per noi. Poi, però, c’è bisogno anche della sua disponibilità, del suo essere serio trasferirlo anche nel carattere e di essere determinato a diventare un bomber di quelli veri, perché le capacità le ha tutte. Alla base c’è il carattere di non accontentarti e lui lo sa che è venuto a darci una mano importante. Sono curioso di vedere cosa riuscirà a fare Alajbegovic perché ha classe, sensibilità di piede, sa calciare in porta, Lucumí farà bene, Celik anche a sinistra ci dà garanzie, cura ogni dettaglio di quello che fa. Abbiamo due-tre ingressi di quelli che ci possono togliere la curiosità di andare a vedere quelli degli altri. Poi ci sono dei giocatori che sono rimasti, perché avevamo paura che qualcuno andasse via, la società è stata brava a mettere i conti a posto in cambio di qualche giovane, è stato fatto un lavoro importantissimo. Sono preoccupato per Thuram perché lui ha addosso il livello Juventus e il tornare indietro su questa situazione mi preoccupa, è passata tutta l’estate ed è così”.
È convinto di risolvere i problemi apparsi nella prima giornata?
“Noi non siamo usciti dalla partita quando ci hanno creato pressione, ma abbiamo fatto bene anche quello lì. Questo succederà contro chiunque, perché gli avversari quelle due situazioni le creano e tu devi essere bravo a saperle respingere e poi a vincerle le partite. Noi le abbiamo fatte entrambe. Diciamo che andava chiusa prima la partita, l’identità l’abbiamo fatta vedere e il calcio oggi si gioca con il livello di qualità che fa la differenza. Saper prevedere e usare gli episodi contro, sapersi adattare allo scorrimento della partita. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, se no si guarda sempre il bicchiere mezzo vuoto”.
Quali sono le insidie e le certezze della Juve?
“Bisogna ricercare sempre le stesse cose, andare a giocare la partita nella metà campo avversaria e quella è una terra di conquista: serve equilibrio, profondità. Temo domani quelle che sono le cose che il Parma ha fatto vedere. È una squadra che trova sempre una soluzione, l’anno scorso Cuesta e Cherubini hanno rimesso insieme la squadra, quest’anno si è già vista la ripartenza di Traoré, la qualità di Bernabé, gli inserimenti di Valeri. Sono cose a cui va fatta attenzione, una squadra senza equilibrio perde la sua identità, ma vogliamo fare un calcio offensivo. Volevo fare anche i complimenti alla società per l’arrivo di Grabara, un portiere da Juventus così come il primo. È come avere un calciatore in porta, se gli capita palla sui piedi diventa un calciatore, ha questa doppia qualità come Vicario. Portare a casa due portieri così è sintomo del grande lavoro della proprietà”.