Non si attenua il confronto sul futuro del Museo del Risorgimento di Lucca. Dopo gli interventi di esponenti della politica e della cultura locale, tra cui Luciano Luciani, Roberto Pizzi, Serena Mammini, Andrea Marcucci, Michele Giannini e Daniele Bianucci, anche il presidente della Regione Eugenio Giani ha manifestato la disponibilità a intervenire nella vicenda.
Il dibattito si è riacceso dopo le dichiarazioni del presidente della Provincia Marcello Pierucci, che il 27 agosto ha definito solo apparenti i silenzi dell’ente sulla struttura. Pierucci ha assicurato che il rilancio del museo è una priorità del mandato e ha annunciato una riapertura iniziale su prenotazione, insieme all’avvio di una collaborazione con l’Università di Pisa e con altri soggetti del territorio.
La contestazione sulla riapertura
La ricostruzione non ha convinto Giorgio Del Ghingaro, ex sindaco di Capannori e Viareggio, già intervenuto per chiedere alla Provincia una data certa. In una nuova dichiarazione, Del Ghingaro ha contestato la distinzione tra una struttura chiusa e una visitabile su prenotazione. A suo giudizio, il comunicato dell’ente presenta una contraddizione: prima sostiene che il museo non sarebbe stato chiuso, poi annuncia la sua riapertura, sempre con accesso su appuntamento.
Del Ghingaro richiama anche le informazioni pubblicate sul sito ufficiale del Sistema museale della Provincia, dove sarebbero indicati giorni e orari ordinari di apertura dal martedì alla domenica. La prenotazione, secondo quella comunicazione, riguarderebbe le visite guidate. Da qui la richiesta di chiarire quale sia la situazione effettiva e quale versione debba essere fornita ai cittadini.
La richiesta di dati e atti
Per chiudere il confronto, l’ex amministratore chiede alla Provincia di rendere pubblici i dati sulle visite effettuate nel 2024, 2025 e 2026, indicando date, prenotazioni ricevute e numero dei visitatori. Secondo Del Ghingaro, queste informazioni permetterebbero di verificare concretamente se e in quale misura la struttura sia rimasta accessibile.
Al centro della polemica c’è anche il riferimento alla riforma Delrio, richiamata dalla Provincia per spiegare il quadro delle competenze. Del Ghingaro osserva che sono trascorsi dodici anni da quella riforma e ricorda che nel 2023 la stessa Provincia ha sottoscritto la convenzione del Sistema museale territoriale, qualificandosi come proprietaria e/o gestore delle collezioni e assumendo un ruolo nella loro valorizzazione.
La richiesta riguarda inoltre gli atti che dovrebbero documentare il lavoro svolto dall’inizio del mandato: delibere, determine, stanziamenti, progetti, incarichi e cronoprogrammi. Del Ghingaro sostiene che l’annuncio di contatti con l’Università di Pisa e con organismi ancora da costituire descriva attività future, senza chiarire quali iniziative siano state portate avanti finora.
Infine, l’ex sindaco chiede una risposta sulla presenza, negli spazi della struttura, di materiali estranei all’attività museale. La Provincia, nel proprio comunicato, aveva precisato che non vi sarebbero stati depositati rifiuti, ma per Del Ghingaro la domanda riguardava materiali diversi dalle collezioni e dalle attività del museo. Il confronto resta quindi aperto, mentre la richiesta centrale è una sola: indicare tempi certi e modalità concrete per la riapertura al pubblico.