Per anni si è parlato di una vera e propria fuga dei nostri giovani più qualificati: laureati che, dopo gli studi, lasciavano l’Italia per cercare all’estero migliori opportunità di lavoro e di vita. Una lettura però parziale, perché considerava soprattutto chi partiva, senza tenere conto di chi arrivava nel nostro Paese. Tra i giovani laureati stranieri che scelgono il nostro Paese, il 17,8 per cento proviene dal Sud America, il 27,6 per cento dall’Europa e oltre un terzo dall’Asia. In termini assoluti il saldo è quindi positivo e sfiora i 10 mila giovani laureati, per la precisione 9.593. Un dato che invita a guardare al fenomeno della mobilità dei giovani con una prospettiva diversa: l’Italia continua certamente a perdere una parte dei suoi laureati, in particolare nel Mezzogiorno, ma allo stesso tempo riesce ad attrarre giovani qualificati dall’estero in numero superiore. Da un lato, tutte le regioni italiane registrano un saldo negativo per i giovani laureati italiani, dall’altro lato, la mobilità internazionale dei giovani laureati stranieri produce un saldo ampiamente positivo. Il contributo della componente straniera riesce quindi, a livello nazionale, non soltanto a compensare la fuoriuscita dei laureati italiani, ma a determinare un saldo complessivo positivo di circa 9.600 giovani laureati.
Roma (RM)
Fuga di laureati all’estero, l’intervento della CGIA di Mestre
Il contributo della componente straniera riesce, a livello nazionale, non soltanto a compensare la fuoriuscita dei laureati italiani, ma a determinare un saldo complessivo positivo di circa 9.600 giovani laureati.