Pro Natura Alessandria chiede alla Provincia di respingere il progetto della nuova discarica per rifiuti non pericolosi prevista nell’area di Cava Bolla, tra Spinetta Marengo e Alessandria, e di negare la VIA e l’AIA richieste per l’impianto.
Respinto il progetto a Cava Bolla
La richiesta è stata presentata sulla base della documentazione pubblica e dei pareri non favorevoli espressi dal Comune e dall’Arpa, e contenuta nel memorandum che l’associazione ha predisposto in vista della seduta odierna della Conferenza dei Servizi.
Pro Natura invita la Provincia e gli enti coinvolti a prendere atto del parere di incompatibilità urbanistica e idrogeologica espresso dal Comune di Alessandria, oltre che delle criticità sanitarie e ambientali rilevate da Arpa Piemonte.
Alla base della richiesta di diniego c’è un lungo elenco di questioni tecniche, ambientali, sanitarie e urbanistiche.
L’elenco delle criticità
Uno dei principali punti sollevati riguarda il rischio di dispersione di fibre di amianto. Secondo Pro Natura, la modellizzazione della dispersione atmosferica sarebbe stata effettuata su una media di 24 ore, anziché sulle 10 ore effettive di attività giornaliera del cantiere. L’associazione sostiene che questo comporterebbe una sottostima delle concentrazioni nei ricettori più vicini, tra cui uno situato a circa 50 metri dall’area.
Nel documento viene inoltre contestata la modalità prevista per la movimentazione dei materiali. Pro Natura evidenzia il mancato utilizzo obbligatorio di contenitori sigillati e richiama i test di sfregamento del pietrisco, nei quali sarebbero state rilevate concentrazioni di amianto comprese tra 4.220 e 9.970 mg/kg.
Un secondo punto riguarda la compatibilità urbanistica e il rischio idrogeologico. L’area, secondo quanto riportato dall’associazione, ricade in Classe IIa di pericolosità geomorfologica e nella Fascia C del PAI. Pro Natura contesta inoltre la realizzazione di un rilevato di rifiuti alto tra 12 e 16 metri, ritenendolo potenzialmente in grado di interferire con il deflusso delle acque durante le piene della Bormida e di indirizzare i flussi verso il vicino abitato di Molinetto.
Nel mirino anche la vicinanza alle abitazioni e al pozzo idropotabile di Molinetto, oltre ad alcune soluzioni tecniche previste per la barriera di fondo e il capping finale. Pro Natura richiama, in particolare, una presunta mancata equivalenza idraulica del geocomposito bentonitico, indicando un tempo di attraversamento calcolato di 1,02 anni rispetto ai 48,78 anni previsti dalla normativa citata nel documento.
L’associazione contesta infine la gestione del traffico. Il progetto prevederebbe il trasporto su gomma dei materiali, con passaggio di mezzi pesanti anche attraverso zone urbanizzate come il quartiere Cristo, mentre non sarebbe stato previsto il ricorso alla ferrovia, nonostante la provenienza dei rifiuti dal cantiere dell’HUB Intermodale di Alessandria. Pro Natura chiede quindi di valutare alternative localizzative e l’utilizzo di discariche regionali già autorizzate.