Lombardia

Gimli cerca casa dopo una vita trascorsa in isolamento

Il cane di sette anni ha recuperato fiducia grazie al percorso svolto con operatori e volontari

Gimli, detto anche Gigio, è un american staffordshire bull terrier di sette anni che attende una nuova famiglia dopo una lunga esperienza di isolamento e privazioni. Oggi si trova al rifugio Enpa di Monza, dove, grazie al lavoro di veterinari comportamentisti, istruttori e volontari, ha compiuto un importante percorso di recupero.

La sua storia arriva dalla Brianza e comincia con un’adozione affrontata senza una conoscenza sufficiente delle caratteristiche della razza e delle esigenze di un cane. Nato da un allevamento casalingo, Gimli era stato accolto da una famiglia che, con il tempo, non è riuscita a gestirlo. Prima sarebbe stato lasciato in un orto, poi confinato in una stanza dell’abitazione, sempre con la museruola.

Dalla segregazione al percorso di recupero

La situazione è peggiorata dopo l’arrivo di un secondo cane, con il quale Gimli non andava d’accordo. Da quel momento l’animale è stato costretto a vivere in una macchina, osservando il mondo dall’interno dell’abitacolo. Dal rifugio fanno sapere di avere motivi per ritenere che abbia subito vessazioni fisiche e psicologiche, esperienze che lo avrebbero portato a reagire male in alcune circostanze, arrivando anche a mordere.

Gimli è arrivato nella struttura di via San Damiano il giorno di Santo Stefano del 2025. Dopo una valutazione con una veterinaria comportamentista, gli operatori hanno avviato un lavoro basato su pazienza, gradualità e continuità. Il percorso, seguito dagli istruttori e dai volontari più esperti del canile, gli ha permesso di recuperare fiducia in se stesso e nel rapporto con le persone.

La famiglia cercata per Gigio

Secondo quanto riferito dall’Enpa di Monza, in quasi un anno trascorso in canile Gimli non ha mai mostrato comportamenti aggressivi verso le persone. Ha invece manifestato una forte disponibilità a imparare e a sperimentare situazioni nuove, tornando a esplorare l’ambiente con l’entusiasmo di un cucciolo.

Per lui si cerca ora una famiglia con esperienza, capace di offrirgli una situazione stabile e tranquilla. L’indicazione del rifugio è di preferire un contesto senza bambini e altri animali, così da accompagnarlo con la necessaria attenzione nella sua nuova fase di vita. Chi ritiene di poter essere adatto all’adozione può scrivere a canile@enpamonza.it. Prima di un eventuale affidamento sarà necessario un periodo di conoscenza nella struttura; per questo è preferibile abitare in zona o poter raggiungere Monza con continuità.