Toscana

Pieve, il cantiere per la sicurezza procede a rilento

Il parroco segnala pause e chiede tempi certi per campanile, presbiterio e ambienti interni.

Pieve, il cantiere per la sicurezza procede a rilento

Ad Arezzo sono ripresi, dopo una lunga pausa estiva, gli interventi di messa in sicurezza della Pieve, ma il cantiere procede ancora con lentezza. A segnalare i ritardi è don Alvaro, parroco e custode della chiesa, che chiede di accelerare i lavori sul campanile e negli spazi interni dell’edificio.

Il cantiere è distinto da quello realizzato sulla facciata della Pieve per iniziativa della Diocesi. Quel restauro era stato completato in otto mesi anche grazie a una donazione personale di Patrizio Bertelli, pari a un milione di euro. L’intervento attualmente in corso, invece, fa capo al ministero della Cultura e riguarda principalmente la sicurezza strutturale del complesso.

Le opere sul campanile

Per il progetto sono stati stanziati di recente tre milioni di euro, che si aggiungono al milione già destinato alla parte antisismica del campanile. Il primo finanziamento ministeriale risale al 2016, quando alla guida del dicastero dei Beni culturali c’era Dario Franceschini.

Le opere prevedono il consolidamento antisismico della torre e il rafforzamento delle strutture interne, in particolare delle scale e dei ripiani, attraverso l’impiego di leghe specifiche. Il campanile è considerato il punto più delicato del cantiere e necessita di interventi urgenti per garantirne la stabilità.

Fino a martedì, secondo quanto riferito dal parroco, le attività sul campanile e all’interno della chiesa risultavano ferme. Una sospensione che don Alvaro collega forse alla coda del periodo feriale, ma sulla quale chiede maggiore chiarezza. Il sacerdote segue l’avanzamento delle opere anche attraverso un contagiorni che indica il tempo ancora previsto per la conclusione.

Disagi negli spazi interni

Un’altra area interessata dai lavori è la parte posteriore ed esterna della chiesa, affacciata su Piazza Grande. In questo settore dovrà essere verificata la stabilità delle colonnine, mentre all’interno l’intervento coinvolge il tetto, il tamburo della cupola, il presbiterio e le due navate laterali.

Le operazioni più invasive riguardano al momento la sezione interna del tamburo. I ponteggi installati dai tecnici hanno ridotto di circa la metà la capienza e gli spazi disponibili nella chiesa, rendendo necessario anche lo spostamento in avanti dell’altare. La presenza delle strutture limita quindi l’utilizzo ordinario dell’edificio e crea disagi per le attività della parrocchia e per i fedeli.

Don Alvaro auspica che la parte interna dei lavori possa essere completata entro i prossimi due mesi. Il vescovo Andrea Migliavacca ha seguito l’intervento fin dalle fasi precedenti e aveva già più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di rispettare tempi rapidi. La richiesta del parroco resta ora concentrata sull’accelerazione del cantiere e sulla definizione di scadenze certe per la conclusione delle opere.