La presentazione ufficiale del Trasporto del 3 settembre 2026 si è svolta a palazzo dei Priori, nel corso della consueta conferenza stampa dedicata alla Macchina di Santa Rosa. L’incontro ha delineato le novità tecniche, le dediche e gli appuntamenti religiosi legati all’evento, con particolare attenzione alle due manovre straordinarie previste lungo il percorso.
Le due manovre e le dediche
Il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, ha spiegato che il Trasporto sarà dedicato alla pace e a due ricorrenze. La prima riguarda gli 80 anni dalla ripresa del Trasporto dopo la Seconda guerra mondiale, con la partenza da piazza Fontana Grande. La seconda richiama il rischio di caduta di Armonia Celeste, verificatosi nel 1986 davanti al sagrato del santuario, episodio che portò a una serie di modifiche ancora oggi considerate determinanti.
Proprio a Fontana Grande la Macchina si fermerà per un primo sollevate e fermi, con l’obiettivo di innalzare Santa Rosa al cielo come ringraziamento per gli ottant’anni trascorsi dalla ripresa della tradizione. Una seconda manovra sarà effettuata all’arrivo al santuario, per ricordare la disgrazia sfiorata nel 1986. Le girate saranno dedicate a numerosi facchini scomparsi e a figure del territorio, tra cui l’ex sindaco Pio Marcoccia, Mario Sanna, Vito Ferrante, Claudio Cavalloro e Pietro Bevilacqua. Sono inoltre previsti ricordi per Pietro Rossi, unico garibaldino di Viterbo, a 150 anni dalla morte, e per Luigi Petroselli, a 45 anni dalla scomparsa.
Preparazione e percorso
Il capofacchino Luigi Aspromonte ha assicurato che la formazione è pronta ad affrontare le difficoltà del tragitto. Per il passaggio saranno montate al volo spallette aggiuntive e sarà mantenuta una sosta tecnica alla fine del corso, necessaria perché Dies Natalis richiede un’andatura più lenta e un maggiore impegno fisico. La prova servirà anche a verificare il prolungamento del percorso e a preparare i facchini alla seconda manovra conclusiva.
La sindaca Chiara Frontini ha parlato della scelta di replicare il montaggio anticipato della Macchina a San Sisto, ritenuto utile per consentire ai turisti di conoscere una parte della festa. L’amministrazione comunale sta valutando ulteriori iniziative per animare quello spazio e ha ribadito l’obiettivo di far conoscere il Trasporto oltre i confini cittadini. Il riferimento è anche al riconoscimento della Macchina di Santa Rosa come patrimonio dell’umanità, da condividere con un pubblico più ampio.
Il programma religioso è stato illustrato da suor Francesca Pizzaia, del monastero di Santa Rosa. Il calendario comprende la novena e le celebrazioni eucaristiche. Dopo la riapertura dell’urna, avvenuta il 29 aprile per verificare l’opacità del vetro, a Santa Rosa è stato cambiato l’abito, sostituito con quello grigio della penitenza. L’11 settembre sarà inaugurata una sala restaurata a luglio e sarà presentata una borsa di studio, la cui assegnazione è prevista a dicembre. Il vicario episcopale don Massimiliano Balsi ha infine sottolineato il valore del messaggio di Santa Rosa e il ruolo dei facchini, chiamati a rappresentare una comunità capace di custodire la festa anche oltre la giornata del 3 settembre.