Toscana

Nuovi ammanchi di bottiglie, annunciato un esposto in Procura

Daniela Bennati riferisce ulteriori sottrazioni; preannuncia ricorso alla magistratura

Il Polo progressista e di Sinistra annuncia un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Massa Carrara sulla gestione delle bottiglie di acqua Fonteviva prodotte da Evam Spa. A comunicare l’iniziativa è la consigliera di opposizione Daniela Bennati, dopo l’audizione del presidente della società nella commissione Bilancio.

Secondo quanto riferito dalla consigliera, gli ammanchi sarebbero proseguiti anche nel 2026, nonostante l’azienda avesse rafforzato i controlli di inventario dopo la sottrazione di circa mezzo milione di bottiglie dal magazzino delle Jare. Bennati cita il verbale del Consiglio di amministrazione del 13 luglio, nel quale si farebbe riferimento alla sottrazione indebita di bottiglie destinate gratuitamente alla Guardia di finanza, ai carabinieri, alla polizia, alla polizia municipale, alla Curia vescovile e alla Provincia di Massa Carrara.

Le contestazioni sulla gestione

Per la consigliera, la nuova vicenda confermerebbe i dubbi già sollevati sulla decisione del presidente Gelati di proseguire e rinnovare il contratto di trasporto con la stessa società coinvolta nell’accordo transattivo seguito ai primi ammanchi. Una scelta che, sostiene Bennati, sarebbe stata messa in discussione anche dal collegio sindacale, senza però produrre conseguenze.

Gli episodi, aggiunge, la spingerebbero a presentare un ulteriore atto alla Procura della Repubblica di Massa Carrara, già informata della vicenda l’anno precedente. Le accuse e le valutazioni riportate sono quelle espresse dalla consigliera e dal gruppo di opposizione; il testo non riferisce di provvedimenti giudiziari conclusivi né individua responsabilità accertate.

Lo scontro in commissione Bilancio

Il Polo progressista e di Sinistra critica inoltre l’audizione del presidente di Evam Spa, definendola una passerella promossa dal gruppo consiliare della Lega. A giudizio dell’opposizione, durante l’incontro sarebbe stata rappresentata una situazione diversa da quella descritta nel bilancio 2025 e non sarebbero stati considerati adeguatamente gli ammanchi né le osservazioni dei sindaci revisori e del revisore indipendente.

Il gruppo contesta infine le dichiarazioni rassicuranti sulla gestione del magazzino e sostiene che le misure adottate per impedire nuove sparizioni non abbiano raggiunto l’obiettivo. Nella sua ricostruzione, l’amministrazione comunale e la maggioranza consiliare avrebbero concentrato l’attenzione sulle politiche d’immagine e sull’ipotesi di privatizzazione di Evam, trascurando la gestione quotidiana di una società ancora di proprietà pubblica.