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Milan, occhi su Sanches: lo Young Boys apre a gennaio

Il trequartista svizzero piace ad Amorim: il club elvetico ha chiuso all'estate, ma una cessione può cambiare gli scenari.

Milan, occhi su Sanches: lo Young Boys apre a gennaio

Il Milan continua a guardare con attenzione al mercato dei giovani talenti e torna a bussare alla porta dello Young Boys. Dopo l’operazione che un anno fa ha portato Zachary Athekame in rossonero, il club milanese ha messo nel mirino un altro prospetto della società svizzera: Alvyn Sanches. Negli ultimi giorni il Milan ha raccolto informazioni sul giocatore, individuando in lui un profilo particolarmente adatto alle idee di Ruben Amorim.

Sanches, 23 anni, è un trequartista mancino che ama partire dalla destra per accentrarsi e sfruttare il piede preferito. Una caratteristica che lo rende interessante per il sistema del tecnico portoghese, alla ricerca di un giocatore capace di dare qualità e imprevedibilità sulla trequarti. Il suo calcio è fatto di tecnica e creatività, con una spiccata propensione alla conclusione a giro con il sinistro.

Il percorso del giovane svizzero racconta però anche di una carriera condizionata da alcuni problemi fisici. Nato in Francia e cresciuto calcisticamente in Svizzera, Sanches ha saputo comunque imporsi con numeri importanti. In questa stagione ha già trovato la via del gol contro Vaduz e Sion, mentre nella scorsa annata, nonostante un inizio ritardato a causa di un infortunio al ginocchio, è riuscito a chiudere il campionato con 10 reti. Ancora più significativa era stata la stagione precedente con il Losanna, terminata con 12 gol prima che la rottura del legamento crociato ne interrompesse il cammino.

Le prestazioni hanno progressivamente attirato l’attenzione anche oltre i confini svizzeri. Sanches ha inoltre già fatto il suo debutto con la nazionale rossocrociata, nel marzo 2025. Un infortunio gli ha impedito di vivere da protagonista il percorso verso il Mondiale, ma la sua crescita non è passata inosservata. Il Milan lo considera dunque un profilo da seguire con particolare interesse, soprattutto per caratteristiche e prospettiva.

Il problema, almeno per il momento, è rappresentato dalla posizione dello Young Boys. Il club elvetico ha fatto sapere nei giorni scorsi di non voler prendere in considerazione una cessione durante la sessione estiva. Sanches, secondo quanto emerso, può partire, ma soltanto a gennaio. Una chiusura che sembrerebbe escludere l’operazione nell’immediato, anche se a Casa Milan non considerano necessariamente la questione archiviata.

Molto dipenderà infatti dalle altre operazioni in uscita. Il Milan è ancora impegnato soprattutto sul fronte Leao e l’eventuale cessione del portoghese potrebbe modificare sensibilmente le strategie degli ultimi giorni di mercato. Con un incasso nell’ordine dei 45 milioni di euro, la società avrebbe maggiore margine di manovra per intervenire sul reparto offensivo e provare a regalare ad Amorim il giocatore richiesto.

La priorità del tecnico e della dirigenza, in questo momento, sembra essere proprio un numero 10 mancino, più che un nuovo difensore centrale. L’identikit di Sanches risponde quindi a una precisa esigenza tattica. Il primo obiettivo per quel ruolo era Konstantinos Karetsas, ma il talento greco ha scelto il Borussia Dortmund, convinto dal progetto e dalle condizioni economiche dell’operazione.

La pista Sanches resta così sullo sfondo, pronta però a riaccendersi. Il costo del cartellino sarebbe infatti inferiore rispetto alla cifra che il Milan potrebbe incassare da una eventuale partenza di Leao e, proprio per questo, l’operazione non può essere esclusa a priori. Il muro dello Young Boys rimane, ma nel calcio e soprattutto negli ultimi giorni di mercato gli scenari possono cambiare rapidamente.

Il Milan, quindi, per ora osserva e prende tempo. La strada che porta Sanches a Milano sembra più facilmente percorribile a gennaio, ma un’accelerazione sul mercato in uscita potrebbe modificare anche questa previsione. E con Amorim alla ricerca del suo mancino sulla trequarti, il nome dello svizzero resta uno di quelli da tenere d’occhio fino all’ultimo.