Toscana

Trecciolino: «Il Palio resta nelle mani dei contradaioli»

Atzeni raggiunge quota 13; cavalli, scelte capitani e sicurezza al centro del confronto.

Luigi Bruschelli, detto Trecciolino, commenta il momento del Palio dopo il tredicesimo successo conquistato ad agosto da Giovanni Atzeni, detto Tittia, che ha così raggiunto il suo ex maestro nel numero delle vittorie. Il rapporto tra i due resta uno degli elementi centrali del confronto: Bruschelli rivendica con soddisfazione il percorso dell’allievo, sottolineandone il talento naturale e la capacità di essersi affermato in Piazza.

Secondo Trecciolino, Atzeni ha costruito nel tempo un contesto favorevole alle proprie caratteristiche. Il fantino, spiega, riesce a sfruttare le diverse situazioni di gara, monta cavalli competitivi e non lascia nulla al caso. Anche le dinamiche della mossa, affidate al giudizio insindacabile del mossiere, possono offrire vantaggi a chi è in grado di coglierli. Per l’ex fantino, il primato attuale di Tittia è quindi legato soprattutto ai risultati e alla capacità dimostrata sul tufo.

Le scelte di capitani e contrade

Nel ragionamento rientra anche la discussione sugli altri fantini e sulle opportunità di montare i cavalli migliori. Bruschelli sostiene che, per emergere, sia necessario dimostrare le proprie qualità e costruire durante l’inverno rapporti in grado di aprire più possibilità. In questo quadro colloca anche le recenti polemiche, ricordando che le assegnazioni dei cavalli dipendono dai rapporti e dalle scelte maturate nel corso dell’anno.

Il riferimento ai cavalli riguarda in particolare Anda e Bola e Diodoro, considerati dal suo interlocutore come soggetti di categoria superiore dopo avere ottenuto vittorie nette. Trecciolino osserva che, se i capitani decidono di inserirli nel lotto, la scelta viene accettata dal meccanismo della competizione: chi li riceve prova a vincere, mentre gli altri affrontano il rischio di partire con un cavallo meno competitivo. Le decisioni, sottolinea, sono comunque assunte dai capitani, che scelgono anche i fantini e il mossiere, mentre i capitani stessi vengono eletti dalle assemblee delle contrade.

Il tema della sicurezza

L’ultima parte dell’intervento è dedicata alla sicurezza, tornata al centro del dibattito dopo l’incidente che ha coinvolto Atzeni al termine dell’ultima corsa. Bruschelli ricorda di avere vissuto situazioni analoghe e osserva che, in questa occasione, l’esito avrebbe potuto essere molto più grave se il fantino fosse arrivato in gruppo invece che con un distacco di diversi colonnini. L’ingresso anticipato in pista dei contradaioli, secondo la sua valutazione, può trasformarsi in un rischio concreto.

Per ridurre questo comportamento, Trecciolino propone di aumentare in modo significativo la sanzione: dai 500 euro attuali, indica come possibile deterrente una multa da 5.000 euro. La responsabilità, aggiunge, dovrebbe ricadere sui singoli e non sulle contrade, che non possono essere chiamate a pagare per condotte individuali né incidere completamente su quel tipo di comportamento. Il suo giudizio finale riguarda infine la natura stessa della manifestazione: il controllo, sostiene, resta nelle mani dei contradaioli e dei senesi, attraverso le scelte dei capitani e il voto delle assemblee.