La tragedia di via Bonomo ha lasciato una ferita che Livorno non può permettersi di archiviare come un episodio isolato.
La morte della 56enne Roberta Celli, precipitata dal balcone di casa, crollato all’improvviso il 14 agosto scorso, ha trasformato una giornata d’estate in un dolore troppo grande.
E ora una task force – che si riunirà per la prima volta il 9 settembre alle 17 a Palazzo del governo – è pronta a scendere in campo.
Il gruppo tecnico permanente per prevenire i rischi connessi allo stato di conservazione del patrimonio edilizio, coordinato dalla Prefettura e formato da tutti i soggetti presenti al tavolo.

L’obiettivo è smettere di inseguire le emergenze e costruire, passo dopo passo, un sistema stabile di prevenzione.
Il primo compito del nuovo gruppo sarà predisporre un modello per una mappatura progressiva delle situazioni che meritano maggiore attenzione.
Non nascerà, dunque, una lista dei “palazzi pericolosi”, si costruirà invece uno strumento conoscitivo capace di individuare diversi livelli di priorità, considerando l’epoca e la tipologia costruttiva degli edifici, lo stato manutentivo conosciuto, la presenza di balconi e cornicioni affacciati su spazi pubblici, eventuali precedenti segnalazioni o distacchi e, soprattutto, l’esposizione delle persone.
Allo stesso tempo partirà una ricognizione degli episodi che si sono verificati fino a oggi a partire dal 1° gennaio 2021.

In pratica, Comune, vigili del fuoco e gli altri soggetti interessati dovranno incrociare i dati disponibili per ricostruire non soltanto gli interventi e le segnalazioni, ma anche le eventuali ordinanze e diffide.
È qui che prende forma quella che il prefetto ha definito, nella sostanza, una “cartella clinica dell’edificio”: una memoria organizzata che conservi segnalazioni, distacchi, interventi, ordinanze, diffide e lavori eseguiti.

E accanto alla mappatura generale sarà definita una corsia immediata per le situazioni che presentano evidenti elementi di criticità, con una procedura semplice e univoca per raccogliere le segnalazioni di cittadini, amministratori, proprietari, professionisti e operatori presenti sul territorio.
Il sistema dovrà stabilire con chiarezza chi riceve una segnalazione, chi effettua la prima valutazione, quando occorre un approfondimento tecnico, quando esiste un’urgenza tale da richiedere l’intervento dei vigili del fuoco e, infine, chi deve controllare che le misure prescritte siano state davvero realizzate.